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Difendiamo a 3 giocatori mantenendo la zona!Parte 1°

Oggi sempre meno formazioni tra professionisti e, di conseguenza, tra i dilettanti, difendono con 3 giocatori preferendogli la difesa a 4. In linee generali questa metodologia di gioco dà forse maggiori garanzie di equilibramento tra i reparti ed è sicuramente più semplice da insegnare. Credo che in una disposizione di difesa a 4 giocatori sia molto più semplice anche identificare eventuali errori e ‘colpevoli’ di qualche GAP di squadra. Di contro, la difesa a 3 dà una responsabilità di reparto maggiore, meno incentrata sull’errore del singolo e più coinvolgente per l’intero reparto. L’affiatamento tra i singoli elementi deve essere elevatissimo sotto il profilo percettivo e di collaborazione e le caratteristiche dei 3 elementi è essenziale che siano complementari. Non stiamo parlando di una difesa a 3 giocatori che in fase difensiva si trasforma a 5 con 2 marcatori, ma di una vera e propria ‘zona a 3’ che permetta di guadagnare un giocatore in più in mezzo al campo. La disposizione principale prevede uno schieramento in linea dove la marcatura dell’avversario avviene allo stesso modo della difesa a 4 giocatori. Ovvero le zone di competenza sono suddivise in 3 anzichè in 4 (vedi situazione 1) e gli spazi da coprire sono colmati dalla capacità del trio di difesa di scalare, coprire, accentrarsi ed uscire in base alla posizione del pallone e del numero di attaccanti avversari. Di contro, nascono ‘2 zone critiche’ sugli esterni. Alleno e rappresento i movimenti della difesa in una ‘fase critica’ dove si è attaccati da 5 giocatori e non ci sia nessun aiuto dagli altri reparti. Le ‘zone esterne’ 1 e 5 sono le più difficili naturalmente da coprire e richiedono una grande intelligenza tattica. Tanto è intelligente il difensore a non entrare nelle suddette zone ed aspettare l’attacco nella zona 2 o 4, maggiore sarà la possibilità per la retroguardia di coprire uno spazio di porta maggiore. Molto importante in una situazione di 5vs3 non farsi portare lontani dalla porta e cogliere il giusto tempo di uscita per il recupero del pallone. Possiamo vedere (situazione 2) come nessun componente della linea difensiva abbia prettamente compiti di marcatura, ogni singolo elemento continua in qualsiasi situazione a badare allo spazio da marcare. Su palla centrale in zona 3 infatti, sarà il difensore centrale ad uscire a coprire ed i due compagni a chiudere a cono subito dietro in copertura permettendo un eventuale raddoppio o un eventuale scivolamento in caso di passaggio della sfera nelle zone contigue. Stesso concetto con palla decentrata (situazione 3) dove i compagni di reparto si dipongono in ‘difesa a elle’ cercando di mantenere la stessa linea di copertura. Su palla esterna (situazione 4) sarà fondamentale invece non farsi portare fuori dalle zone di pertinenza a protezione della porta ed attendere l’arrivo dell’avversario. All’interno dell’area di rigore gli altri due elementi di reparto, se in inferiorità, copriranno primo palo e parte centrale della porta . Si disporranno a uomo in condizione di 2vs2.

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2 Commenti

Leonardo Boscaro
novembre 8th, 2007 on %H:%M

Non pensi di farti schiacciare troppo con questa soluzione in una situazione di palla scoperta?
Alla fine saranno sempre 5 sulla linea e quindi perderai il vantaggio dell’uomo in più a centrocampo.
A mio avviso la soluzione mogliore è una difesa a 4 con un perno che perno davanti la difesa

Simone Pepi
novembre 9th, 2007 on %H:%M

Non credi che con la scarsa qualità tecnica che c’è in circolazione è troppo azzardato utilizzare
un trio difensivo per coprire la porta contro una ripartenza probabile di cinque avversari?
Dovresti avere la certezza che i tre dietro hanno una preparazioe psicologica tattica tecnica da livelli
di serie A e, oltretutto, non so quanti in questa categoria importante hanno tre difensori di questo
livello.


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