Seduta di Allenamento Pulcini

13 agosto 2018
Esercitazione coordinativa - situazionale per il 2vs1

Oggi questo breve articolo sarà oggetto di trattazione nello specifico di un allenamento pulcini.

Essere un allenatore di questa categoria non è affatto semplice!

Secondo la mia esperienza personale nel settore di scuola calcio, credo sia molto più complesso sotto alcuni aspetti allenare un gruppo di bambini che una prima squadra.

Aspetti fondamentali per essere un buon mister dei Pulcini

Un buon mister per questa categoria deve essere una persona comprensiva e paziente in grado di avere determinate caratteristiche.

Essere innanzitutto un buon:

  • educatore;
  • psicologo;
  • programmatore.

Educatore

Un buon educatore perchè ai bambini vanno insegnate quelle “piccole – grandi” regole sia dentro che fuori dal campo.

Il rispetto è un elemento fondamentale, verso i compagni, nei confronti degli avversari, ma anche avendo cura del materiale che si utilizza durante gli allenamenti.

Questo aspetto aiuta a farli crescere e responsabilizzare anche nella vita di tutti i giorni.

Psicologo

Ogni bambino è in fase evolutiva e ha la sua personalità molto estremizzata, quindi bisogna cercare di capire e coinvolgere nel gruppo tutti i componenti della squadra.

Io dico sempre che per essere un “grande mister” bisogna riuscire ad entrare nella testa di ogni singolo bambino.

Carpire ogni loro minima sensazione ed emozione e trovare la chiave per intervenire sempre nei modi e tempi giusti.

Programmatore

Questa parte è fondamentale, non solo per i pulcini ma per tutte le categorie di scuola calcio.

Bisogna saper gestire una squadra per un stagione, capire le attività e le esercitazioni da proporre in funzione agli obiettivi da raggiungere.

Come si programma una stagione dei pulcini?

Una stagione dei pulcini si programma in base agli obiettivi che si vogliono conseguire durante l’anno.

Inizialmente però si cerca di creare un ambiente sano e ludico, dove il gioco è alla base di tutto.

Secondo poi individuare quali sono le personalità e i caratteri di ogni singolo bambino.

Infine analizzare quali sono i limiti a livello tecnico individuale per cercare di agire alla base di questi aspetti.

Questo ultimo punto serve per capire se devono essere apportate delle modifiche al programma stilato in precedenza.

Proprio perché nei primi allenamenti della stagione emerge il valore tecnico di ogni piccolo calciatore.

In funzione di ciò si va a stabilire quali sono i punti da migliorare e i concetti da definire per questa fascia di età.

Ricordo che deve essere sempre un clima di gioco e divertimento, ma si comincia pian piano a far capire loro che l’aiuto del compagno nelle azioni di gioco può essere di gran giovamento.

Un aspetto sul quale si comincia a lavorare in questa fascia di età, ma di certo un elemento del tutto secondario.

Un altro obiettivo fondamentale nei pulcini è sviluppare le capacità coordinative.

Esse sono di due tipi:

  •  capacità coordinative generali
  •  capacità coordinative specifiche.

Le capacità coordinative generali

Sono costituite dalla capacità di apprendere, controllare e regolare un nuovo movimento, e saperlo adattare e trasformare in base alle necessità.

Le capacità coordinative specifiche

Le capacità coordinative specifiche invece si dividono in:

  • differenziazione;
  • ritmo;
  • reazione;
  • equilibrio;
  • orientamento;
  • trasformazione;
  • combinazione dei movimenti.

Il periodo che va dai 7 ai 12 anni circa (quindi periodo dell’attività di base nel calcio, tra cui i pulcini), è identificato come quello delle “fasi sensibili”.

È il periodo nel quale il bambino è maggiormente predisposto alla strutturazione delle capacità coordinative.

Durante questa fase, gli obiettivi devono essere maggiormente orientati verso le componenti tecnico coordinative e il consolidamento degli schemi motori di base.

Per quanto riguarda gli aspetti tecnico – tattici, gli obiettivi principali si devono limitare e contestualizzare all’età del bambino.

Molto importante, dal mio punto di vista, è che ognuno di loro sia provato in più ruoli.

Molti mister commettono l’errore di considerare che ognuno di loro sia già predisposto per ruolo specifico, senza mai schierarli in altre parti di campo.

Questo è un grave errore, loro hanno bisogno di continui stimoli ed esplorare nuove situazioni per fare un bagaglio di esperienza personale.

La struttura di una seduta di Allenamento Pulcini

Dopo aver parlato di programmazione, passiamo a vedere come può essere strutturata una seduta di allenamento.

Iniziamo a delineare quali sono gli obiettivi della sessione, quindi i punti sui quali lavorare nella stessa.

Dopo averli individuati divido l’allenamento in tre fasi:

  • attivazione o fase iniziale;
  • fase centrale;
  • fase finale.

Attivazione o fase iniziale

Nella prima parte dell’allenamento vado a sviluppare esercizi per l’attivazione motoria prettamente con il pallone.

Credo che bisogna mantenere questa parte della sessione molto ludica per rendere tutto molto più gioioso.

Per evidenziare ancora di più questo aspetto si può variare il gioco creando una staffetta, che accresce ulteriori stimoli.

Con i bimbi non bisogna mai eseguire un riscaldamento a secco, cosa sbagliatissima in questa fascia di età.

Oggi vi propongo per l’attivazione un percorso motorio e coordinativo con conduzione finalizzato al tiro di precisione nella porticina.

Percorso motorio e coordinativo con conduzione e tiro di precisione

Al via del mister i primi di ogni fila prendono il pallone con le mani ed effettuano tre salti nei cerchi in varie modalità.

Successivamente mettono la palla a terra e con un tocco la fanno passare sotto l’ostacolo alto.

La sequenza continua con il bambino che si abbassa sotto lo stesso per poi riconquistare il pallone ed eseguire uno slalom tra i coni effettuando un tiro di precisione nella porticina.

Dopo la conclusione si prosegue in conduzione nel percorso laterale entrando nelle due porte di cinesini per tornare nella postazione.

Fase centrale

Nella fase centrale si possono utilizzare esercitazioni per giochi situazionali (che secondo il mio parere sono i più allenanti).

Per esempio gli 1vs1, 2vs1 con relative varianti.

Entriamo nel dettaglio dell’esercitazione.

Esercitazione coordinativa - Allenamento Pulcini

Al via del mister il difensore blu esegue tre appoggi nei cerchi sempre con modalità diverse.

All’uscita riceve il passaggio dell’attaccante per andare alla conclusione in quella che poi diventerà la sua porta da difendere.

L’offendente invece dopo aver trasmesso il pallone supera i tre ostacoli e riceve il passaggio dell’appoggio.

A questo punto attaccante e compagno iniziano una situazione di 2vs1.

Se il difensore ruba la sfera dovrà condurla all’esterno del campo di gioco.

Fase finale

Nella parte conclusiva mi piace sempre affrontare prima della classica e divertente partita libera una partita a tema.

Non è altro che un confronto tra due squadre nelle quali si rispetta un vincolo, come fine del raggiungimento di un obiettivo.

Partita a tema 3vs3 a quattro porteIn un rettangolo di gioco di dimensioni 20×25 mt. si svolge una partita a tema a quattro porte.

Si affrontano 2 squadre, la blu ha l’obbligo di segnare nelle 2 porticine blu mentre la rossa in quelle arancioni.

Di seguito diamo luogo ad una partita finale 7vs7 in forma libera.

Partita finale 7vs7

Nella parte conclusiva dell’allenamento si svolge una partita senza alcun vincolo nè limitazioni.

I ragazzi devono essere liberi di esprimersi e provare le giocate in maniera del tutto naturale.

Conclusioni

Volevo evidenziare un aspetto legato a questa seduta di allenamento della categoria pulcini.

È solo una proposta personale, legata alla mia esperienza sul campo nel settore di scuola calcio.

Reputo che più si diversifica ogni allenamento, meglio è per lo sviluppo delle abilità dei bambini.

Proporre sempre le stesse cose potrebbe annoiarli, quindi va bene provare a fare esercitazioni tipologicamente diverse.

Addirittura si può pensare di stabilire sedute di allenamento atte al solo miglioramento delle capacità coordinative (quindi attivazione motoria, esercizi/giochi per capacità coordinative, tiri e partitella).

Ogni mister ha (anzi, dovrebbe avere) le idee chiare sul da farsi di seduta in seduta.

Se alla fine di un periodo di allenamenti (di solito non meno di quattro mesi) si vedono miglioramenti nei bambini, sia individuali che collettivi, vuol dire che si sta facendo un buon lavoro.

Inoltre il mister deve aver bene in testa che con i pulcini si devono formare calciatori, non vincere partite e trofei.

Molto spesso si tende a dimenticare questo importante aspetto, finendo per gestire i bambini come fossero giocatori di prime squadre.

Facendo discorsi da “adulti”, orientandoli alla vittoria e non al divertimento e all’apprendimento.

Addirittura molte scelte durante la partita sono finalizzate al risultato e non alla verifica di quello che si è fatto in allenamento.

Bambini “meno bravi” magari vengono sempre lasciati in panchina e fatti giocare ogni tanto, e solo se il risultato lo permette.

Questo dal mio punto di vista è inaccettabile!

Ogni bambino, bravo o meno, ha il diritto di giocare con i suoi compagni e divertirsi con loro.

Spero di esservi stato di aiuto in qualche modo, e avervi dato spunti di riflessione.

Ciao,

Carlo Ambrosone.

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