Atteggiamento Fase di Non Possesso Linea Difensiva

5 marzo 2018

Ma la tua linea difensiva come si muove?

Indipendentemente dal sistema di gioco utilizzato dalla mia squadra e dalla squadra avversaria, cercherò oggi di sintetizzare i principali principi sui quali mi piace ancorare il mio sistema di gioco.

In questo intervento mi soffermerò sulla valutazione del comportamento della mia linea difensiva, ipotizzando sia composta da 4 giocatori.

Vi racconto come ragiono io e sono sicuro che alla fine dell’intervento ognuno di voi avrà tante cose da dire! 🤔

Iniziamo!

A me piace dividere il campo in tre zone, all’interno delle quali amo dare dei precisi riferimenti ai miei giocatori; principi che esulano dalle “caratteristiche” dell’avversario.

Zona 1 – Metà campo avversaria

Nei 50 mt di campo avversari mi piace una linea di difesa che lavori in anticipo lato palla, con la mentalità giusta ad accompagnare il pressing ultra  offensivo di tutto il collettivo di squadra. Tutte le linee di passaggio devono essere chiuse.

Su palla laterale lasciamo libero, sul lato debole, l’ultimo uomo della squadra avversaria (vi ho fatto il disegnino sotto)

Personalmente, quest’ultimo scenario mi permette di avere sempre un uomo (tendenzialmente il centrale di difesa) a garanzia del pacchetto arretrato (copertura).

Immaginate in uno scenario del genere quanto le marcature preventive, tanto discusse nel precedente articolo, siano un argomento sensibile.

Sposando questo principio mi rifaccio ad uno degli insegnamenti ricevuti dal Maestro Massimo De Paoli, nell’ultimo suo intervento a cui ho partecipato.

Insegniamo ai nostri giocatori ad avere coraggio, dal settore giovanile (mi perdonerà nel caso in cui leggesse l’articolo per la non esattezza della frase, ma il senso era esattamente questo 🙂

I nostri giocatori devono essere incentivati ad osare (qualora fosse questa anche la vostra filosofia).

Per lavorare su questo aspetto possiamo proporre un’esercitazione / partita a tema nei 50 metri per esempio.

Una squadra ha il compito di fare meta e l’altra deve segnare. L’obiettivo, per chi difende la meta, è quello di giocare nella metà campo avversaria.

L’input deve essere quello che gli avversari non devono uscire da quello spazio. E in questo a mio avviso, dobbiamo crederci fortissimamente, per essere convincenti e efficaci con la comunicazione.

 

Zona 2 – Dai 25 ai 50/55 metri

In questa porzione di campo mi piace ragionare con principi legati all’orientamento sulla palla (a breve tratteremo l’argomento in maniera più specifica nei prossimi interventi se vi fa piacere).

In linea di principio comanda il pallone che detta tempi di corsa e di reazione e spazi per moltissime situazioni.

A questo punto dirai…ma quali sono le situazioni che capitano più spesso in partita?

Vi riporto le principali:

  • scivolamenti (orizzontali/verticali)
  • risalita (veloce/lenta)
  • palla coperta o palla scoperata
  • scarico (corto/lungo)
  • fuga (veloce/lenta)
  • scaglionamento

In questo scenario consiglio sempre di iniziare con lavori analitici partendo dal semplice al complesso.

Pertanto, molto utile durante la fase di preparazione estiva, partire con lavori didattici idonei all’apprendimento dei concetti che si vogliono trasferire ai nostri ragazzi.

In questo la fantasia di ognuno di noi può fare la differenza :=)

Zona 3 – Fino ai 25 metri

Manteniamo concetti di scivolamenti laterali.

A palla laterale per esempio l’esterno basso scivola lateralmente e agli altri tre difensori chiedo di andare a copertura della porta.

Ma attenzione!!!

Ognuno è responsabile dell’uomo nella sua zona di competenza (vi invito a guardare l’atteggiamento del nuovo Milan di Gattuso)

Quindi, quello che dico sempre, nella zona si marca. Rimangono inalterati i principi collettivi di orientamento sulla palla. Dunque i miei 4 giocatori del pacchetto arretrato (ma in realtà soprattutto in questa fase tutti giocatori), devono essere attenti e concentrati per gestire le diverse tipologie di rimorchio per non correre il rischio di far trovare un giocatore avversario “solo davanti al nostro portiere”.

Una esercitazione situazionale che generalmente propongo è la seguente:

1° Fase: Si gioca una partita 5 contro 5 in uno spazio ridotto (dipende dall’obiettivo atletico della seduta). I rossi devono fare goal. I blu devono effettuare un numero determinato di passaggi (per esempio 10) per fare un punto.


Durante il gioco, al fischio dell’allenatore, inizia la seconda fase:

2° Fase: al fischio dell’allenatore, o quando si verifica un particolare evento (liberi di creare), lancio su uno dei due giocatori (o assistenti) che stazionano nelle aree laterali.

Da quel momento si attiva lo scivolamento profondo dell’esterno basso.

Entrano in aria di rigore ad attaccare la porta due giocatori (il numero può essere una variante) contrastati dai due difensori centrali che gestiscono la situazione secondo i principi sopra descritti.

Obiettivo: NON PRENDERE GOAL!

Importante a mio avviso l’attenzione di noi allenatori votata alla cura del dettaglio…aspetto difficilissimo!

Concludiamo

Per oggi basta così!

Mi ha fatto molto piacere condividere con voi il mio metodo “preferito”, consapevole che:

  • Non è l’unico metodo
  • Non è quello giusto

Nelle prossime puntate vi racconterò alcune delle disposizioni (o meglio delle mie disposizioni) in caso di palla inattiva.

Invito, chiunque ne abbia voglia, ad anticiparmi per raccontare la sua metodologia. Sarebbe interessante no?!?!

Per chiudere l’articolo vi ricordo di commentare se il mio lavoro vi è piaciuto e di integrarlo ove opportuno, consapevoli che, approfondire ogni singolo aspetto, meriterebbe un libro ad hoc.

Piano piano, se siamo bravi, quei libri li scriveremo insieme 💪

 

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