Perchè andare controcorrente…

26 ottobre 2007

Nella mia vita mi sono trovato spesso ad andare controcorrente. E’ faticoso andare controcorrente. Significa essere  la nota stonata  di un coro. Questa è l’epoca dei Trapattoniani. E’  l’epoca in cui, un pareggio fuori casa, senza aver mai tirato contro la porta avversaria è oro. Le squadre pensano soprattutto a non prenderle. L’organizzazione difensiva è la fase dove tutti si allenano di più. Io vado controcorrente. Io penso che il gioco del calcio è veramente un gioco. Qual’è la cosa che ti fa divertire di più  in questo gioco?  L’AZIONEEEEEEEEEDAGOOOOOOOOOOLLLLLLL!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Per questo penso che giocare a calcio è sinonimo di giocare per fare gol, con tutti i rischi annessi. Dove sono finiti gli Arrigo Sacchi e i Zednek Zeman ? Perchè non si vedono più le partite da “tripla”????? Allenatori torniamo a divertire e a divertirci con questo sport. Una partita che finisce 4 a 3 è sicuramente più bella ed emozionante di una che finesce 0 a 0. Allenare sui movimenti offensivi è molto  stimolante. Allenare una squadra a vincere (a provarci quanto meno) ti fa vedere il calcio da un altro punto di vista. Psicologicamente il lavoro del mister “offensivo” è più delicato, impegnativo con più incognite ma almeno il dopo partita non lo passerete a pensare a come avete preso l’unico gol che vi ha sconfitti. Si continuerò ad andare controcorrente fino a quando (speriamo presto) incontrerò altri allenatori che la penseranno come me. Se pensate che essere offensivi vi fa avere meno punti in classifica alla fine del campionato  è un errore. L’ unica cosa di questo sport che non cambierà mai è la componente fortuna che assiste chi vuole lei. Perdere non piace a nessuno ma il difendersi non aiuta in maniera scientifica ad escludere questa eventualità. Andare controcorrente è portare avanti un’idea , non da tutti condivisibile, che ancora mi dà quell’emozione che mi fa amare questo sport.

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