Calcio efficiente=calcio intelligente

6 Luglio 2020

Ciao Mister, sono molto contento di presentarti il mio primo articolo per MisterCalcio.com nel quale ti parlerò di un’argomento molto interessante che nel titolo ho introdotto con “calcio efficiente=calcio intelligente”.

Non ti anticipo nulla, seguimi nell’articolo!

Introduco l’argomento odierno con una frase molto significativa per me:

“ Se la conoscenza può creare dei problemi, non è tramite l’ignoranza che
possiamo risolverli ” (Isaac Asimov).

È da questa affermazione, che condivido pienamente, che mi accingo ad affrontare il discorso dell’allenamento sportivo, partendo dall’unica certezza che ho, ossia dalle neuroscienze.

Le neuroscienze

Negli ultimi anni le neuroscienze sono entrate sempre più nelle conoscenze di allenatori sportivi e da esse dipendono programmi evoluti di training.

Nel calcio esse fanno più fatica ad attecchire, probabilmente più per un retaggio culturale che per ignoranza.

Eppure è dalla nostra mente che dipende tutto quello che percepiamo.

Percezione

Processo attraverso cui gli stimoli esterni vengono recepiti e organizzati in rappresentazioni dell’esperienza in atto.

Conosciamo (conoscenza implicita)

Percezione del senso di un’esperienza, presente o passata (rievocata dalla memoria), che si “conosce” senza poterne dare una definizione a parole, ma che rientra nell’ambito della coscienza.

Eseguiamo (funzioni esecutive)

Funzione fondamentale che comprende la regolazione dell’attenzione, delle emozioni, della memoria, della risposta comportamentale e della pianificazione.

Allenamento come situazioni di gioco reali

Se partiamo da questi presupposti possiamo credere, e le neuroscienze ci aiutano a farlo, che sia impossibile non impostare allenamenti che prevedano esercizi pertinenti (cit. SATOFIT®).

Al contrario invece, persiste in molti casi la somministrazione di esercizi di carattere generale credendo erroneamente che essi migliorino la performance di un atleta.

Il nostro cervello riconosce lo scopo (intenzione: atteggiamento o disponibilità a eseguire azioni dirette a uno scopo, che da origine a schemi di comportamento in sequenze prevedibili che vengono riconosciute dalla persona che le vede) di ciò che facciamo.

Quindi, se durante gli allenamenti creiamo scenari che prevedano situazioni di gioco, sarà più facile per il calciatore percepire/conoscere/eseguire nel miglior modo e nel minor tempo il compito che quella singola azione richiede.

Inoltre, in media, un calciatore è chiamato ad eseguire circa 3000 compiti in una partita (cit. Iriarte) e come può farlo se in allenamento non ricreiamo più e più situazioni di gara?

Ad oggi si continua a dibattere su allenamento con la palla e allenamento senza palla.

È evidente che a mio parere è necessario creare esercitazioni che prevedano sempre, e sottolineo sempre, sollecitazioni al percepire/conoscere/eseguire peculiari di ogni azione calcistica.

Allenare contesti che prevedano sempre questi tre concetti sarà la base di un allenamento “vincente”.

Produrrà conoscenze nuove, come asseriva Von Foerster, dal principio di relatività discende un imperativo etico: “Agisci sempre in modo da accrescere il numero delle possibilità di scelta”.

A confermare tale asserzione contribuisce anche D. J. Siegel, affermando che un’abilità si acquisisce solo dopo molte ore (circa 10000!!!) di pratica.

Solo in seguito un circuito* neuronale (insieme di neuroni con reciproche interconnessioni di origine genetica o derivanti dall’esperienza che svolge funzioni specifiche, per esempio percezione o attività motoria), potrà dirsi mielinizzato e solo da allora esso risulterà essere 3000 volte più efficiente di uno non rivestito da mielina.

Esercitazioni pratiche

L’editore stesso mi impone di non dilungarmi troppo in teorie, seppur necessarie, per spiegare la necessità di adottare un metodo di allenamento pertinente, che produrrà un calciatore più intelligente (calcisticamente), adatto ad un calcio più efficace.

A tal proposito ti lascio alcune esercitazioni che molto spesso uso con gli atleti che alleno, sperando che possano essere di spunto per la creazione di alcuni tuoi lavori.

Esercitazione forza pertinente con percorso coordinativo

Esercitazione forza con percorso tecnico coordinativo
Esercitazione forza con percorso tecnico coordinativo

Descrizione

Si lavora a gruppi da 4 ogni sequenza.

Si eseguono 10 balzi con fascia SPINEASY®, successivamente si esegue una guida della palla attraverso gli ostacoli, 1-2 con il compagno alla ricezione e punto il compagno, effettuando un dribbling con tiro in porta.

Esercitazione forza pertinente con percorso in conduzione e tiro

Esercitazione forza con percorso in guida della palla e conclusione finale
Esercitazione forza con percorso in guida della palla e conclusione finale

Descrizione

Si lavora a gruppi da 4 ogni sequenza.

Si eseguono 10 balzi con fascia SPINEASY®, recupero palla e conduzione tra i coni con cambi di direzione, 1-2 con il compagno per la conclusione in porta.

Esercitazione forza pertinente con navetta e conclusione

Esercitazione forza con navetta e conclusione
Esercitazione forza con navetta e conclusione

Descrizione

Si lavora a gruppi da 4 ogni sequenza.

Si eseguono 10 balzi con fascia SPINEASY®, navetta sui coni, recupero palla e punto la sagoma, dribbling e tiro in porta.

Conclusione

E qui si conclude il mio primo articolo per MisterCalcio.com.

Spero sia stato interessante ma soprattutto che possa aver generato spunti di riflessione e approfondimento.

Ti aspetto all’interno del profilo MisterCalcio.com per un confronto diretto.

Ciao,

Armando Salone.

*Daniel J. Siegel, Mappe per la mente, Raffaele Cortina Editore,
Milano, 2014.

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