Quale tipo di comunicazione tra istruttore e allievi?

30 Ottobre 2007

Come posso comunicare efficacemente? Come posso verificare che i miei allievi abbiano recepito? Queste sono le domande che ogni istruttore dovrebbe porsi durante le sedute di allenamento. Quando si ha a che fare con bambini di questa fascia di età (8-10 anni) dobbiamo cercare di essere sempre i più chiari possibile, trasmettendo un messaggio non ambiguo né contraddittorio. Infatti tra le competenze pedagogiche a noi richieste c’è quella di saper comunicare, ovvero essere in grado di trasferire le proprie competenze tecniche, tattiche e umane ai propri allievi. Comunicare con i bambini però non è affatto semplice: ogni bimbo è fatto a modo suo, con il suo carattere e la sua piccola personalità. Quindi bisogna saper prima “leggere” chi si ha di fronte e poi agire di conseguenza cercando le parole più adatte, la giusta intonazione della voce. D’altra parte la comunicazione non è solo verbale ma è anche soprattutto non verbale, cioè fatta di gesti, di sguardi, di distanze, di contatti visivi. Dobbiamo sempre cercare di essere coerenti e non creare confusione: gesto e parole devono dire sempre la stessa cosa. Le spiegazioni poi dovrebbero essere sintetiche, semplici ed adeguate agli individui a cui si rivolgono. Si possono coinvolgere gli allievi anche facendo loro porgere domande o proporre soluzioni o varianti agli esercizi proposti. Ogni istruttore, in sostanza, dovrebbe conoscere il metodo migliore per trasmettere con semplicità il proprio sapere e farlo apprendere stabilmente.

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