Sistema 3 5 2: analisi tattica della Juventus di Allegri

29 novembre 2018
3-5-2 allegri

Ciao Mister, sono contento di pubblicare il mio primo articolo per MisterCalcio.com; gli spunti di riflessione odierna vogliono rivolgersi verso il sistema 3 5 2: analisi tattica della Juventus di Allegri.

La Juve ama molto cambiare sistema nell’arco della stagione, ma senza dubbio quello menzionato è tra i più quotati.

Ho visionato la partita contro il Bologna prendendo in esame alcune delle costanti tattiche che possono caratterizzare questo modulo.

Fase di possesso del 3-5-2

Costruzione bassa del 3-5-2

Nella prima costruzione i difensori centrali destro e sinistro si abbassano per ricevere palla dal portiere nei loro rispettivi lati.

Il centrale difensivo raramente riceve il primo pallone, perché a causa della postura, difficilmente riesce a guardare il campo nella sua interezza ed inoltre spesso viene marcato dalla punta avversaria.

In questo senso vediamo Bonucci dare quasi le spalle a Perin.

Nel momento in cui la pressione avversaria si alza, sia i difensori centrali che il portiere cercano direttamente lo sbocco sull’esterno che, nel 3-5-2, è un vero e proprio punto di riferimento in situazioni di difficoltà.

Se si tratta di un giocatore forte fisicamente, è possibile orientare verso di lui la prima palla saltando la linea pressing avversaria e cercando un eventuale sviluppo sulle seconde palle.

Ciò è possibile data la densità fornita dai centrocampisti e la punta di zona.

Costruzione bassa del 3-5-2

Anche se in questa partita il Bologna inizialmente non effettua particolari pressioni, la mezzala che si allarga sulla catena laterale è sempre una valida opzione per creare dal basso.

Il “play”, in questo caso Pjanic, spesso è marcato e generalmente la Juventus, non adotta particolari rotazioni dei centrocampisti, (anche se in realtà questo sistema non esclude l’utilizzo di quest’ultime).

Per questo motivo, allargare le mezzali lato palla risulta essere una seconda fonte di gioco altrettanto valida.

Una conseguenza è che poi gli esterni si alzeranno ulteriormente dando ancora più ampiezza alla manovra, facilitando la presa dello spazio (come vediamo in foto).

Ampiezza con le mezzali lato palla

A questo punto, le costanti tracciate della costruzione bassa sono:

  • difensori centrali che si abbassano lateralmente a ricevere dal portiere;
  • apertura della mezzala per fornire una seconda fonte di gioco e spingere in alto l’esterno.

Sviluppo del 3-5-2

Nel momento in cui finisce questa fase e la palla ormai si trova a centrocampo, inizia lo sviluppo.

In questa momento della manovra, le parole chiave sono:

  • ampiezza;
  • inserimenti;
  • attacco diretto e seconde palle.

L’ampiezza è un concetto fondamentale del sistema che stiamo analizzando.

Gli esterni costantemente si trovano a toccare la linea laterale del campo.

Nelle situazioni di possesso prolungato vanno addirittura a mettersi quasi in linea con gli attaccanti dando un senso di dominio assoluto dello spazio.

Guardando attentamente i fotogrammi del match notiamo poi che le distanze tra i giocatori hanno una media elevata.

Infatti la fase di possesso prevede frequenti cambi di gioco ed in generale passaggi lunghi.

In queste due immagini abbiamo una panoramica di come la squadra si distende nella metà campo avversaria: nella prima è inquadrata la difesa e nella seconda l’attacco.

Ampiezza degli esterni in fase di sviluppo del 3-5-2

Occupazione della metà campo avversaria

Quest’ampia distensione degli 11 giocatori consente, come detto in precedenza, importanti cambi di gioco.

Un esempio, è quello proposto qui da Barzagli, che va a cercare direttamente Alex Sandro dalla parte opposta, costringendo la difesa avversaria a muoversi rapidamente.

Cambio di gioco del 3-5-2

È importante sottolineare che inserimenti e attacco diretto sono due concetti che vanno a braccetto in questo sistema.

Il 3-5-2 bianconero si presta molto a questo tipo di gioco.

Per attacco diretto si intende superare le linee avversarie e creare occasioni “semplicemente” con un passaggio.

Queste giocate partono dai difensori, in particolar modo quello centrale, e dal “play” a centrocampo.

In questa maniera, il modulo offre molteplici fonti di gioco nel momento in cui la principale è marcata, proprio come accadeva nella costruzione bassa.

Tutto ciò è permesso dalla collaborazione che creano i 3 + 1 nella parte iniziale della manovra.

Ma come vengono effettuati gli inserimenti?

Due punte mobili come Ronaldo e Dybala si adattano alla grande a queste situazioni.

I giocatori appena menzionati, vanno molto incontro al pallone, lasciando scoperta l’area di rigore, che viene immediatamente occupata dagli inserimenti delle mezzali (visibile pressoché in tutte le immagini).

Attacco diretto dalla difesa

È una giocata adatta soprattutto quando c’è molto campo alle spalle degli avversari.

La difesa avversaria, deve allargarsi per la presenza degli esterni, ma deve anche fare i conti con le punte che vanno incontro.

A questo punto, si creano ampi corridoi nel reparto difensivo che le mezzali andranno a occupare.

Ci tengo a sottolineare che non sono prettamente necessarie punte tecniche e mobili per effettuare questa manovra.

Il discorso è ampio e generale.

I frame seguenti aiutano a capire meglio lo scambio di posizione che c’è tra attaccanti e mezzali.

Il 3-5-2 può basarsi molto su questo principio.

Attaccare l’area di rigore in movimento e senza palla, è sicuramente parecchio efficace.

C’è un vero e proprio scambio di posizione tra gli interpreti.

In particolare, nel primo dei successivi estratti, notiamo perfettamente l’applicazione pratica di quanto detto finora, con Ronaldo che riceve il pallone ed alle sue spalle Bentancur e Matuidi.

Inserimento delle mezzali alle spalle delle punte

Nel secondo invece, Dybala viene a prendere palla basso e taglia il campo a metà fornendo Alex Sandro in completa apertura, che è libero poi di rifinire l’azione con un eventuale cross.

Quest’ultima immagine è completa di tutto ciò che accade nello sviluppo:

  • punte che vengono incontro;
  • inserimento delle mezzali in contemporanea al movimento delle punte;
  • massima ampiezza degli esterni che distendono la squadra in larghezza.

Soluzione in ampiezza sull'esterno basso che è pronto al cross

Fase di non possesso del 3-5-2

Il 3-5-2 prevede la partecipazione di tutti gli interpreti alla fase di non possesso.

Nel caso bianconero, in realtà la disposizione esatta è 3-5-1-1, in quanto le punte non si dispongono in linea, ma hanno un atteggiamento più scaglionato.

Dybala si occupa del “play” avversario, mentre Ronaldo del difensore.

Nonostante ciò, a portare il pressing molto spesso sono le mezzali, come lo vediamo effettuare qui sotto da Bentancur.

Dybala e Cuadrado (quindi l’esterno di zona), chiudono il triangolo posteriormente con quest’ultimo, che è pronto poi a uscire forte sul terzino.

Pjanic, offre copertura rispettando la diagonale rispetto al giocatore che esce su palla.

Fase di non possesso del 3-5-2

Ecco ancora un altro esempio di quanto descritto.

Matuidi, che inizialmente era più stretto a causa dell’uscita di Bentancur, ora si prepara ad alzare anche lui la pressione.

Pressione alta in fase di non possesso

Come si comporta invece la linea difensiva?

Come è lecito aspettarsi, la linea difensiva quando viene attaccata da 3 passa a 5 grazie all’aiuto degli esterni di fascia.

Questo comporta una grande densità dentro l’area di rigore che genera nella maggior parte delle situazioni una superiorità dei difensori bianconeri rispetto agli attaccanti avversari (un esempio è il secondo dei successivi fotogrammi).

La conseguenza è che sarà più facile difendere gli attacchi centrali e un po’ più complicato difendere quelli esterni.

Il motivo è il solo uomo presente in fascia con questo modulo che quindi può andare in difficoltà contro un 4-3-3 per esempio.

Comportamento della linea difensiva

Linea a 5 difensiva

Conclusione

Il 3-5-2 è un sistema che offre più spunti di gioco.

Tuttavia bisogna considerare che non è adatto per qualsiasi squadra: necessita di esterni dotati di grande forza e facilità di corsa.

Lo stesso vale per le mezzali che, come abbiamo visto, si inseriscono costantemente e escono anche sul portatore di palla avversario.

In assenza di centrocampisti di quantità, la maggiore densità a centrocampo che caratterizza questo modulo potrebbe servire a poco.

L’analisi è terminata!

L’obiettivo generale era evidenziare alcuni principi attuabili nel 3-5-2.

Ciò è stato fatto prendendo in esame le idee di Mister Allegri che sicuramente si dimostrano vincenti.

Spero di essere stato esaustivo e di avervi fatto venire ulteriori curiosità riguardo altri sviluppi possibili con questo modulo!

Ciao,

Diego.

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