Adulti: schemi e principi

30 Luglio 2020

Ciao Mister oggi ti presento questo mio nuovo articolo per MisterCalcio.com, nel quale ti parlerò del calcio negli adulti per schemi e principi.

Nel calcio nulla si può definire giusto o sbagliato a prescindere.

Capire cosa funziona e cosa funziona meno, è fondamentale per noi allenatori.

Per stabilirlo ognuno deve crearsi un percorso formativo dove il dubbio è l’essenza della formazione stessa, che permette di evolvere il pensiero nel tempo sulla base delle conoscenze acquisite e da acquisire, dell’esperienza sul campo e fuori dal campo e soprattutto dal confronto con altri addetti al lavoro e grazie a critiche costruttive.

“Il saggio dubita spesso e cambia idea. Lo stupido è ostinato, non ha dubbi. Conosce tutto fuorché la sua ignoranza”. (Akhenaton – http://www.gandalf.it/stupid/citaz.htm).

“Sono convinta che il grado di intelligenza di una persona è riflesso dal numero di atteggiamenti discordanti che è capace di avere sullo stesso argomento” (Lisa Alther – http://www.gandalf.it/stupid/citaz.htm).

Metodo di lavoro

Il termine metodo (dal greco μέϑοδος, composto di μετα- (in direzione di, in cerca di) e ὁδός (via, cammino) indica, in senso generale, un comportamento diretto al fine di istituire un ordine razionale.

Tutto ciò in una ricerca e, in termini specifici, le regole e i principi nella procedura da adottare per l’acquisizione di una conoscenza indirizzata al conseguimento di un’azione efficace (fonte wikipedia).

Partendo da questa definizione di metodo, mi sento di dire che la metodologia può essere inquadrata nel calcio come l’evoluzione del metodo da teorico a pratico.

Fatte queste doverose premesse il dibattito tra lavoro per “schemi e principi” come parte della branca metodologica è sempre vivo.

Se parliamo di allenatori professionistici collochiamo, tal volta in maniera molta superficiale, i grandi nomi (Conte, Guardiola, Sarri, Klop, Simeone etc, solo per citarne alcuni), sotto la casella “allenatori per schemi” o sotto quella “allenatori per principi”.

La questione è molto più profonda di quella che appare ai nostri occhi guardando soltanto le partite o prendendo parte alla visione di alcune sedute di allenamento.

Schemi o principi?

I principi, se esasperati, li vedo al momento come limitazioni di comportamento del giocatore entro i limiti delle idee dell’allenatore stesso.

In questo articolo proverò a condividere con i lettori una mia prima idea (continuamente mi interrogo su tali aspetti) dove è possibile far coesistere, sotto una determinata condizione, entrambi i mondi metodologici che appaiono evidentemente addotti.

La condizione necessaria è quella di vedere il lavoro per schemi come parte di un processo finalizzato senza alcun dubbio all’allenamento della realtà “gioco”, tenuto conto che i dettagli possono aiutare a migliorare il globale.

Pensiamo anche all’aspetto strategico molto presente nell’allenamento delle prime squadre, quello che in gergo è conosciuto come “il preparare la gara”.

La conoscenza attraverso la match analysis, ci permette di codificare alcuni comportamenti del nostro avversario e in questo caso giocate predefinite (allenate con schemi), potrebbero aiutare i giocatori in una piuttosto che in un’altra situazione specifica che l’avversario ripete nelle fasi di gioco.

Tutti impariamo a guidare, che sia la bici, la moto o l’auto prima in condizioni facilitate, ma successivamente diventiamo esperti ed autonomi solo vivendo la complessità delle strade stesse dove il tutto è arricchito dalle interazioni e cooperazioni con altri elementi che compongono la realtà.

Far ritornare o far partire, a seconda delle circostanze, i giocatori da una realtà più facilitata (attraverso un lavoro per schemi), per poi inserirlo in una più complessa (quanto più vicina a quella del gioco), può permettere allo stesso tempo di progredire in un processo di formazione alla gara e di curare alcuni dettagli che poi migliorano in generale.

La capacità comunicativa ed illustrativa dell’allenatore ne farà come sempre la differenza per agevolare lo sviluppo dell’autonomia decisionale del giocatore che in partita è chiamato a risolvere le situazioni di gioco.

Esercitazioni pratiche

Di seguito 3 lavori da poter inserire in una o più sedute di allenamento dove si pone il focus sulla fase di possesso, portando i giocatori ad esplorare il gioco tra le linee avversarie e nei cosiddetti Half spaces.

Esercizio 1

Esercizio 1

Descrizione

Numero giocatori impiegati minimo 8 (ma possibile posizionare due/tre giocatori per ruolo, oppure creare più campi ed impiegare tutta la rosa).

Utilizzabile anche in fase di attivazione, oppure subito dopo un’attivazione tecnica.

Sequenza di trasmissioni e movimenti come da figura 1 rispettando le seguenti regole:

  1. trasmissioni solo rasoterra e ad un tocco (variante: inserire max due tocchi);
  2. partenza sempre con un contro-movimenti;
  3. i giocatori ruotano nei diversi ruoli spostandosi in senso orario.

Esercizio 2

Esercizio 2

Descrizione

Numero giocatori impiegati 16, 8 contro 8 (numero variabile in base sia al proprio sistema di gioco che anche alle dimensioni scelte per il campo).

Possesso palla a settori, un punto a favore della squadra in fase di possesso che riesce a far transitare il pallone dal settore uno al due passando per la zona d’oro.

Regole:

  1. gioco rasoterra;
  2. nella zona d’oro possono inserirsi, ma senza stazionare, al massimo due giocatori per squadra.

Se si dispongono i giocatori rispettando in partenza i posizionamenti del proprio sistema di gioco contrapposto a quello di un possibile avversario, possiamo anche parlare di un “possesso posizionale strategico”.

Esercizio 3

Esercizio 3

Descrizione

Numero giocatori impiegati 20, 10 contro 10 (può anche diventare un 11 contro 1 a tutto campo).

Partita a campo ridotto, goal triplo se l’assist oppure la conclusione stessa parte tra le linee avversarie (centrocampo e difesa avversaria), o dai mezzi spazi.

Nella figura una giocata esemplificativa.

Non esistono altri vincoli, ogni goal vale un punto se realizzato diversamente da quanto sopra esposto e si applica il regolamento di gara.

Se si dispongono i giocatori rispettando in partenza i posizionamenti del proprio sistema di gioco contrapposto a quello di un possibile avversario, possiamo anche parlare di un “partita strategica”.

Conclusione

Ciao Mister siamo giunti al termine di questo mio nuovo articolo per MisterCalcio.com, con la certezza che può essere motivo di confronto.

A presto,

Marco Ardone.

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