La struttura socio-affettiva e il gioco di posizione

16 Settembre 2019

Ciao Mister sono contento di essere tornato con un nuovo articolo per MisterCalcio.com che parla della struttura socio-affettiva e il gioco di posizione che ho realizzato in collaborazione con Francesco Quaranta.

Ogni tipo di competizione ha come obiettivo il raggiungimento della realizzazione personale sotto diversi punti di vista.

La soddisfazione del desiderio di raggiungere gli obiettivi sportivi prefissati, l’ottenimento di beni materiali e il riconoscimento esterno; tutto ciò che concerne, quindi, la struttura emotivo-volitiva.

Negli sport di squadra, però, non si può vincere da soli, l’unico mezzo per vincere è interagendo con il gruppo.

La struttura emotivo-volitiva non può prescindere da quella socio-affettiva, l’unico modo per soddisfare la realizzazione personale è subordinarla alle esigenze del collettivo.

“Quest’atto di rinuncia individuale e acquisizione collettiva, apre al giocatore di sport di squadra un mondo di nuove necessità affettive verso i propri compagni di squadra, con i quali devono condividere i successi e le sconfitte”(Seirul-lo, responsabile metodologico del F.C. Barcellona).

L’importanza della struttura socio-affettiva

Sempre secondo Seirul-lo ogni individuo “utilizza” e ottimizza la propria struttura socio-affettiva solo se coinvolto emotivamente; dove la dialettica collettivo-individuo emerge quando si raggiungono alti livelli d’interazione con gli altri, compromesso che trasforma il significato individuale di vincere.

Alti livelli d’interazione nell’ambito socio-affettivo generano coesione nel gruppo.

Secondo Carron la “coesione è un processo dinamico che si riflette nella tendenza del gruppo a mantenersi unito nel raggiungimento delle mete e obiettivi prefissati”.

L’aspetto comunicativo diventa prioritario nella realizzazione e consolidamento di un gruppo.

La comunicazione verbale e non verbale deve essere condivisa e accettata da tutti gli elementi della squadra.

È compito dell’allenatore uniformare il linguaggio con uno stile comunicativo idoneo, sia dal punto di vista tecnico/tattico che da quello socio-pedagogico.

Tutto ciò con la consapevolezza che ogni giocatore viene da un passato unico e una cultura (non solo sportiva) diversa.

Affinché questo accada, la comunicazione fra allenatore e giocatore e fra i giocatori stessi (intesa anche e soprattutto come elemento significativo del gioco), deve fondarsi su due aspetti: l’assertività e l’empatia.

“La comunicazione assertiva costituisce un metodo d’interazione che si attua attraverso un comportamento partecipe attivo e non in contrapposizione con l’altro; un atteggiamento responsabile, caratterizzato da piena fiducia in sé e negli altri” (Lacucci).

Comportamento assertivo di Higuain che alzando il braccio indica ad Alves dove vuole la palla per finalizzare

L’allenatore deve promuovere questo tipo di comunicazione per far esprimere al massimo il potenziale di ogni individuo all’interno del gruppo e promuovere l’attitudine dei giocatori ad assumersi responsabilità e abilità nell’influenzare e guidare gli altri (Gioia).

Per chiarire il concetto, di seguito sono elencati i diritti assertivi secondo Castanyer.

Tavola dei diritti assertivi (tratto da Castanyer)

  1. Diritto a essere trattato con rispetto e dignità.
  2. Di avere ed esprimere i propri sentimenti e opinioni.
  3. A essere ascoltato e preso sul serio.
  4. Di giudicare le mie necessità, stabilire le mie priorità e prendere le mie decisioni.
  5. Diritto di dire “NO” senza sentirmi in colpa.
  6. Di chiedere quello che voglio, sapendo però che il mio interlocutore ha il diritto di dire “no”.
  7. Diritto di cambiare.
  8. Di commettere errori.
  9. Diritto di chiedere informazioni ed essere informato.
  10. Di ottenere quello per cui ho pagato.
  11. Diritto di decidere di non essere assertivo.
  12. Diritto di essere indipendente.
  13. Di avere successo.
  14. Diritto di divertirsi.
  15. Al riposo e isolamento.
  16. Di superarmi e superare gli altri.

La consapevolezza di questi diritti, aiuta l’individuo a preservare la sua unicità sentendosi libero di migliorarsi grazie agli altri e non nonostante gli altri.

La comunicazione assertiva si manifesta anche nel gioco stesso, (Seirul-lo la chiama comunicazione assertivo-motoria), dove si generano interazioni in un ambiente nel quale le necessità individuali possono offrire alternative di gioco utili per ottimizzare la funzionalità di squadra.

Se l’assertività promuove la realizzazione personale, l’empatia la regola, e diventa un elemento complementare utile a rafforzare il legame fra i compagni.

L’empatia, ossia la capacità di mettersi nei panni degli altri, trasforma l’affettività in comprensione, in interesse nel comprendere una determinata situazione nella quale è coinvolto il compagno e capire cosa prova.

Ma questi aspetti li tratteremo nel dettaglio nel prossimo articolo!

Ora vi presenterò un’esercitazione, che non è altro che un gioco di posizione nel quale troveremo sempre al suo interno, una struttura socio-affettiva.

Gioco di posizione 5 contro 5 + 2 jolly

Gioco di posizione 5 contro 5 + 2 jolly

Descrizione

Gioco di posizione 5 contro 5 + 2 jolly.

I giocatori si dividono in due squadre, rossi contro blu e i 2 jolly arancioni.

L’obiettivo dell’esercitazione per le due squadre è il mantenimento del possesso palla finalizzato allo smarcamento dietro la linea delimitata.

I due jolly giocano sempre con la squadra in possesso della sfera.

La squadra che perde il possesso del pallone deve effettuare un’immediata riaggressione per una veloce riconquista.

Conclusione

Ciao Mister questo mio nuovo articolo avrà seguito nella prossima pubblicazione.

Ti aspetto all’interno del profilo MisterCalcio.com dove puoi vedere questo mio nuovo esercizio, e commentare per poterci confrontare.

Un confronto porta sempre ad una crescita!

Ciao,

Marco Monteleone.

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