La psicocinetica

24 settembre 2018
Partita a 4 porte con psicocinetica

Ciao Mister, come mio primo articolo per MisterCalcio, ho scelto di affrontare un argomento importante per la crescita motoria e psichica del bambino, la psicocinetica.

Che cosa è la psicocinetica?

La psicocinetica deriva dalla parola psico (mente) cinestesi (movimento), ed è la scienza che studia tutto ciò che mette in contatto un ragionamento ed un movimento.

Questa componente viene spesso tralasciata o non curata a dovere.

A cosa serve la psicocinetica nel calcio?

La psicocinetica allenata in modo corretto aiuta a migliorare l’imprevedibilità del gioco.

Inserita in un contesto di scuola calcio ed integrata in un esercitazione, può portare numerosi vantaggi nel bambino sotto l’aspetto motorio e mentale.

Infatti ho riscontrato nel suo utilizzo negli anni precedenti, che se proposta sotto forma di esercitazione almeno una volta in un micro – ciclo (settimana), possiamo ottenere risposte positive da parte del bambino.

Abituarli fin da piccoli aiuta la crescita sia a livello individuale, che calcistico imparando a conoscere se stessi, a decidere cosa fare e a capire come intervenire.

Le nazioni con le migliori scuole calcio europee e ne cito solamente due (Spagna e Belgio), inseriscono nelle loro sedute, esercitazioni che inducono il bambino ad una risposta agli stimoli esterni, (visivi-uditivi).

La psicocinetica e la reazione agli stimoli

La psicocinetica è importante per indurre e far apprendere tutta una serie di stimoli.

Quelli oggetto di maggiore trattazione e di programmazione sono:

  • velocità di pensiero,
  • memorizzazione;
  • velocità di esecuzione;
  • senso di orientamento;
  • velocità di scelta;
  • livello attentivo.

Quest’ultimo se portato durante una seduta di allenamento ad alti livelli può trarre beneficio in primis al bambino, ma anche all’istruttore, che avrà una maggiore attenzione del gruppo e quindi un migliore svolgimento dell’allenamento.

Le esercitazioni di psicocinetica di base avviano alle prime conoscenze tattiche relative alle posizioni in campo, alla direzione dei
movimenti dei compagni e degli avversari.

Premesso che esistono tante proposte di allenamento psicocinetico sia analitico che situazionale, ho personalmente sempre
utilizzato il situazionale abituando il bambino il più possibile alla realtà di un confronto (la partita) in presenza di un avversario.

Ho potuto notare che a differenza di esercitazioni situazionali, nell’analitico il bambino ed anche l’adulto hanno la tendenza a
perdere la concentrazione e quindi l’interesse, non raggiungendo l’obiettivo prefissato dall’allenatore.

Questo perché come tutti ben sappiamo si crea competizione che a tutti i livelli porta ad una massimale attenzione e maggiore impegno, per portare il risultato finale a suo favore o a quello della squadra.

Prima esercitazione di psicocinetica

Partita a 4 porte con psicocinetica

Descrizione

In uno spazio delimitato (in base al numero di bambini che vogliamo inserire), abbiamo due porticine composte da cinesini (una blu ed una gialla).

Altre due porticine formate da birilli (una blu ed una gialla), sono poste rispettivamente sui quattro lati dello spazio.

Si inizia con un possesso palla con le mani e all’avviso vocale dell’istruttore di uno dei due colori la squadra in possesso cerca di far goal con le mani nella porticina colorata di cinesini.

Alla realizzazione della rete oppure alla fine dell’azione di gioco, l’istruttore inserisce in campo un pallone.

Questa volta il possesso palla è con i piedi e atto a fare goal nella porticina di ugual colore dei birilli.

Variante

La rete è valida solo nelle porticine opposte al colore chiamato dal mister.

Seconda esercitazione di psicocinetica

Esercitazione di psicocinetica con 1vs1

Descrizione

In un campo delimitato sistemiamo ai lati due porte con le aste e nel mezzo della metà campo due porticine colorate formate da cinesini, (giallo e blu).

Si affrontano due squadre al via dell’allenatore che chiama il colore dei cinesini , i primi appartenenti alle rispettive file partono per arrivare sul pallone.

Il primo che arriva immediatamente va verso la sua porta cercando di far goal.

Nel frattempo il compagno della squadra avversaria cerca di inseguirlo per ricercare un 1vs1 ed intervenire per evitare la segnatura.

Variante

Goal dopo 1vs1 nella porta avversaria, o a comando visivo dell’allenatore alzando un cinesino del colore identico ai due posizionati nel campo.

Conclusioni

Far crescere un bambino solamente per quanto riguarda il livello tecnico, lascia il tempo che trova, poiché come abbiamo visto precedentemente esiste una relazione tra mente e movimento.

Avere una mente lucida e pronta agli stimoli esterni adattando sempre ed in maniera costante tutti i cambiamenti che ci si trova davanti (la partita è la conferma), fa sì che la psicocinetica trova ambito nel calcio.

Inserita in esercitazioni che hanno un obiettivo tecnico fa rafforzare e migliorare tutte quelle capacità che fanno di un bambino prima ed adulto in futuro, un giocatore completo.

Grazie a tutti per l’attenzione a presto,

Mister Giuseppe Luccone.

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