Tattica individuale e collettiva, le differenze

9 Dicembre 2019

Ciao Mister, in questo nuovo articolo per MisterCalcio.com, vorrei parlare di un argomento ormai molto attuale in tutte le scuole calcio, la differenza tra tattica individuale e tattica collettiva.

Bene mister, inizio ad esporti i miei contenuti.

La tattica individuale

Si parla di tattica individuale (o tecnica applicata) quando si fa riferimento a quel bagaglio di conoscenze che appartiene al calciatore, riguardante i movimenti, le posture ed i gesti tecnici, motori e coordinativi da eseguire durante una situazione di gioco.

Un giovane calciatore, infatti, nel proprio percorso di crescita calcistica deve assimilare e deve essere messo nella condizione di poter assimilare, e quindi diventa importante il ruolo dell’allenatore.

Una serie di conoscenze teoriche e pratiche, capacità individuali che in seguito gli serviranno per poter giocare e dialogare, mediante lo stesso linguaggio calcistico, con i compagni di squadra.

È solo nel momento in cui un giocatore è preparato a livello individuale che, a quel punto, si può iniziare a parlare di tattica collettiva.

La tattica collettiva

Parlare di tattica collettiva non riguarda solo, come tanti pensano, discutere di sistemi di gioco, 4-4-2 anziché 4-3-3, difesa a 3, a 4 o a 5, bensì il concetto è molto più ampio.

Si parla di tattica collettiva anche partendo da un semplice 2 contro 2.

Proprio il 2 contro 2 è definito il vero e proprio “atomo della tattica”, per riprendere una celebre frase di mister Maurizio Viscidi, l’attuale coordinatore di tutte le nazionali giovanili italiane.

E mi permetto di dire, dal basso della mia esperienza, che mi trovo assolutamente d’accordo con questa definizione.

Allenando da anni i ragazzi, mi accorgo giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, che proporre situazioni di 2 contro 2 (passando, poi, a situazioni di gioco più evolute), è essenziale per trasmettere loro i principi di cui stiamo discutendo.

Ma, passiamo ad argomenti prettamente “pratici”, come si allena la tattica individuale?

Come allenare la tattica individuale

La tattica individuale può essere allenata con tante situazioni diverse come:

  • esercitazioni per il tiro in porta;
  • passaggio;
  • lancio;
  • colpo di testa;
  • rimessa laterale;
  • il duello individuale con finte e dribbling.

Ovvero tutti quei gesti tecnici che, poi, vengono eseguiti durante una situazione di gioco in campo (non a caso, la tattica individuale viene denominata con l’espressione “tecnica applicata”).

Come allenare la tattica collettiva

A mio parere, la maniera più adeguata per allenare i principi di tattica collettiva sono le esercitazioni situazionali come:

  • small side games;
  • giochi di posizione;
  • attacco contro difesa.

Quante ne conosci mister di esercitazioni simili?

Sicuramente tantissime!

Una menzione particolare, però, vorrei farla per un tema che sento spesso, negli ambienti calcistici, il cosiddetto 11 contro 0 per allenare alcuni principi di tattica di squadra.

In linea di massima io sono favorevole ad applicare alcuni concetti in maniera analitica, in modo che i giocatori possano assimilare i movimenti ed i principi di gioco che il mister vuole trasmettere.

Ma, d’altro canto, preferisco sempre che le situazioni di gioco siano reali, vive, intense.

In questo modo il calciatore può riuscire ad assimilare i movimenti e decidere in maniera attiva quali giocate eseguire all’interno del campo in situazioni diverse di gioco.

Voglio ora mostrarti una esercitazione con duelli in progressione.

Duelli in progressione dall’1 vs 1 al 3 vs 3

 Progressione dall'1 vs 1 al 3 vs 3
Progressione dall’1 vs 1 al 3 vs 3

In questa esercitazione l’obiettivo è quello di allenare i principi di tattica individuale (finta e dribbling, conclusione in porta, duello individuale), e nel contempo anche quelli di tattica collettiva (duelli collettivi, superiorità ed inferiorità numerica, transizioni positive e negative).

Descrizione

In un campo come in figura, i giocatori eseguono una serie di duelli in progressione: dall’1 contro 1 al 3 contro 3.

La sequenza è la seguente:

  • A parte in slalom e calcia in porta;
  • B parte in slalom e affronta A in un 1 vs 1;
  • C parte in slalom e affronta B in un 2 vs 1 con A;
  • D parte in slalom e affronta A e C insieme a B in un 2 vs 2;
  • E parte in slalom e affronta B e D insieme ad A e C in un 3 vs 2;
  • F parte in slalom e affronta A, C e E in un 3 vs 3 insieme a B e D.

L’obiettivo, per chi attacca, è quello di finalizzare nella porta grande, mentre per chi difende, è il recupero del pallone, con immediata transizione verso una linea di meta, oppure la finalizzazione in una delle due porticine poste accanto alla porta.

Conclusione

Come sempre, spero che quest’articolo per MisterCalcio.com ti sia piaciuto, sono sempre disponibile ad un confronto ed uno scambio di idee perchè reputo sia molto costruttivo.

A presto Mister,

Christian Prudente.

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