Dominio funzionale

11 Giugno 2020

Ciao Mister, ti presento il mio primo articolo per MisterCalcio.com, che è il riassunto del viaggio fatto insieme durante la Webinar del 5 giugno 2020, sul dominio funzionale.

Il dominio funzionale

Con il dominio funzionale si parla di un’esigenza di comprensione dei comportamenti con finalità tattica.

Quindi la ricerca di un vantaggio e una superiorità che va oltre le canoniche, ma che tiene conto della complessità del gioco e soprattutto di due elementi chiavi che sono quelli del non pensiero subconscio e conscio.

Partendo da questo andremo a lavorare sulle consapevolezze dei calciatori.

Complessità del gioco

Nel viaggio nella complessità parliamo di intuizione e comprensione sistema specchio, self-eco auto organizzazione approccio eco, stare nella complessità, spazi dinamici di relazione, ciclo funzionale, superiorità e vantaggi, funzioni, il tutto nella parte.

Volevo sottolineare che complesso non vuol dire complicato!

Dobbiamo capire che la complessità è una misura del nostro gioco che si basa su 5 parametri fondamentali:

  1. numero di elementi;
  2. il numero delle connessioni tra elementi;
  3. intensità di connessioni;
  4. diversità di elementi;
  5. adattabilità.

Ma ora è doveroso fare una piccola premessa sul sistema specchio.

È quel sistema fatto di neuroni specchio, che ci permettono di riconoscere l’azione e il gesto motorio di un’altra persona riconoscendone la finalità.

Quindi ogni qual volta che io riconosco la finalità di un gesto, riesco a replicarlo ed entrare in empatia con quella persona.

Io riesco ad entrare nell’empatia di un’altra persona quando riesco a comprendere le sue emozioni.

Grazie all’esempio del cavallo Hans l’intelligente ho voluto sottolineare questo concetto dell’intuizione.

Noi siamo però guidati da qualcosa di molto più importante che non è solo la questione del sistema specchio, ma anche la questione legata alle esperienze pregresse.

Edgar Morin, un grandissimo filosofo ci parla di 6 principi che andiamo a legare all’argomento del calcio.

E sono:

  • sistemico;
  • olografico;
  • ciclo retroattivo;
  • ciclo ricorsivo;
  • self-eco auto organizzazione;
  • dialogico.

Ed oggi ti parlerò nel dettaglio del principio della self-eco auto organizzazione.

Grafico self-eco auto organizzazione

Grafico self eco auto organizzazione
Grafico self eco auto organizzazione

Il calciatore all’interno del gioco è un essere eco-dipendente, cioè dipende dal contesto.

Ma consideriamo che l’intelligenza del calciatore si divide in intelligenza personale legata alla percezione, alle emozioni, il sub-conscio e coscio.

Ma c’è anche un’intelligenza ecologica, cioè di appartenenza al contesto e questo contesto si auto organizza tanto quanto si auto organizza un individuo.

Self-eco auto organizzazione

Quando parliamo di self-eco auto organizzazione, parliamo di una situazione di gioco di complessità specifica.

Il grado di complessità essendo una misurazione, cambia sempre in relazione alla circostanza che cambia.

Ma soprattutto all’ambiente che si auto organizza, allo spazio dinamico di relazione dove ci troviamo, che cambia continuamente in relazione alla trasmissione della palla e all’occupazione dello spazio stesso.

Ma soprattutto al grado di organizzazione di tutti i sistemi coinvolti.

Ora puoi visionare un video molto significativo.

C’è da evidenziare particolarmente il concetto all’interno del video: la tattica è l’1% e l’improvvisazione al 99%.

In questa improvvisazione c’è tutto il mondo della complessità auto organizzativa, tutte le esperienze pregresse, tutte le emozioni che i bambini hanno provato nella loro vita fino a quel momento.

Io dico sempre che i bambini che arrivano dalla scuola calcio, fin dai primi anni, arrivano impregnati di complessità.

Non dobbiamo semplificargli nulla scomponendolo, perché stiamo togliendo la complessità dagli occhi e dalle esperienze dei bambini.

Questo formatore che viene sostanzialmente dalla polvere, ci dice che l’improvvisazione può cambiare tutto e la tattica va ad ingabbiare tutto questo processo.

Libertà auto organizzativa, occupazione funzionale dello spazio

In questo caso c’è un auto organizzazione in relazione ai movimenti dell’avversario alle scelte di pressione, alle scelte dei compagni, ma il contesto si muove e tu ti muovi nel contesto.

Questa concezione di dinamicità è un qualcosa che tu dal punto di vista visivo comprendi senza doverla spiegare.

Andando indietro nel tempo, possiamo vedere come l’Olanda del 74 rompe qualsiasi tipo di dogma.

In virtù di un senso di auto organizzazione e di libera interpretazione della circostanza.

Vediamo insieme il video.

Auto organizzazione e libera interpretazione

In questo piccolo estratto della finale mondiale che ha visto protagonista l’Olanda di Crujff, si evidenzia che c’è una libera interpretazione della circostanza, c’è un auto organizzazione in relazione al contesto che cambia, e si auto organizza.

Il calciatore in maniera consapevole o inconsapevole ha chiara consapevolezza della sua funzione.

Lui sa che è lì per attirare, sa che canalizzerà tutta la pressione su di lui, e come si apre uno spazio in avanti, sarà libero di invadere lo spazio generato da se stesso.

In relazione a questo piccolo spaccato di Crujff, c’è tutto lo spaccato della libera organizzazione dell’Olanda e questo va riflettuto, perché tu non puoi definire qualcosa che non è definibile.

Questa consapevolezza di chi sei e perché lo sei nel gioco, ma nella singola situazione di gioco, e nel come prendi la decisione, come subisci il contesto e come reagisci al contesto.

Nel video vedremo come questo psicologo spagnolo ci parla della vita in generale ma qui ci parla della presa di decisione.

Ecco il video di un grande psicologo Pep Marì, sostanzialmente ci dice che sta tutto nel concetto di subire il contesto e accettarlo, o saper scegliere con consapevolezza quello che sta accadendo.

Non lo si fa sempre con il pensiero ma anche inconsapevolmente e lo si fa grazie ad un percorso.

Spazi dinamici di relazione

Spazi dinamici di relazione
Spazi dinamici di relazione

Paco Seirul-lo, ci ha parlato di espacios de fase.

Sono tre spazi di relazione dinamici e cominciamo a parlare già della concezione socio-affettiva, di come le relazioni siano dominanti, di come siano loro a determinare lo spazio di gioco.

Paco Seirul lo ci parla di questi spazi dinamici di relazione, spazi che vanno ad allargarsi da una zona che chiamiamo azione, di aiuto reciproco attorno la percezione fino ad arrivare all’evoluzione globale.

Nello spazio di azione non esiste una figura di un calciatore pensante, esperienza pregressa che incide in zona palla.

Attorno allo spazio di azione andiamo a lavorare sulla percezione, cominciamo a ragionare.

Io vedo quello che fa il compagno e mi relaziono, comprendo il contesto, c’è un adattamento, una relazione consapevole.

Questo generalmente avviene oltre una linea di pressione in base allo spazio dove vado ad occupare.

Poi abbiamo quello globale, quello dell’intelligenza collettiva di squadra, che è quello dell’evoluzione.

Conclusione

Siamo giunti al termine di questa prima parte del mio articolo per MisterCalcio.com, con la promessa di regalarti la seonda parte nella prossima uscita.

Non perderti la prossima “puntata” mi raccomando!

Ciao,

Alessandro Vittorio Formisano.

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