Gioco codificato o Principi di gioco?

16 Gennaio 2024

Ben ritrovati lettori e colleghi di MisterCalcio,

Oggi mi chiedevo se nel calcio di oggi è giusto allenare moduli tattici che prevedono dei movimenti codificati oppure è importante l’interpretazione che si dà al modulo stesso lavorando per principi?

Innanzitutto capiamo le differenze tra le due cose e come possiamo allenarli.

Movimenti codificati:

I movimenti codificati sono dei movimenti provati e riprovati in allenamento dove, anche in base alle caratteristiche dell’avversario, si sfruttano i posizionamenti di due o più calciatori.

Il primo esempio che mi viene in mente è l’Italia di Conte con le due punte che giocano in diagonale una all’altra e con palla esterna la punta più vicina ad essa va incontro eseguendo un velo per l’altra punta alle spalle.

Questo come possiamo allenarlo? Vediamolo in un’esercitazione tattica.

Svolgimento esercitazione:

Rappresentazione grafica dello sviluppo di un'azione offensiva codificata
Frecce tratteggiate movimenti senza palla – Freccia lineare movimento della palla

In una metà campo inseriamo delle aste (coni, distanziatori alti, ecc.) che avranno la funzione di simulare la squadra avversaria schierata (in questo caso un 4-4-2). Questo lo facciamo per abituare il nostro team al sistema avversario ma anche ad oscurare ciò che sono le linee di passaggio.

Schieriamo il nostro undici ad attaccare invece la porta (in questo caso schierati con un 4 3 3)

Eseguiamo un giro palla con la nostra linea difensiva e la nostra squadra si muove di conseguenza in base alle nostre esigenze ed idee. Al fischio dell’allenatore ci sarà la ricerca dell’azione codificata precedentemente.

In questo caso la palla dal terzino viene giocata sulla punta, l’esterno offensivo di parte viene a ricevere lo scarico dell’attaccante, la mezz’ala di parte si inserisce andandogli in sovrapposizione mentre l’esterno offensivo opposto taglia dietro la punta.

In questo caso l’esterno che riceve lo scarico avrà tre possibilità di giocata: servire il centrocampista di parte inseritosi alle sue spalle, servire l’esterno opposto che ha tagliato dietro l’attaccante o provare l’azione personale. Logicamente le soluzioni sono molteplici, ma ho preferito condividervi quelle per me più efficaci.

Ai due centrocampisti che non partecipano si chiederà di giocare in preventiva sui centrocampisti avversari, ai terzini di lavorare in preventiva sugli esterni avversari e ai centrali difensivi di “attaccarsi” alle due punte. Anche per questa considerazione ho fatto delle assunzioni sulla modalità difensiva della squadra avversaria.

Rappresentazione di uno sviluppo offensivo codificato
Situazione in cui si troverà l’esterno ricevuta la sfera

Ora vediamo la differenza con il lavoro per principi.

Lavoro per principi:

Quando si lavora per principi viene superata la rigidità dello schema e messa al centro la capacità e l’intelligenza dei giocatori nell’analizzare i contesti e rispondere in modo flessibile, adeguato e funzionale. A differenza del lavoro per schemi, il lavoro per principi porta alla lettura della situazione che il giocatore si troverà davanti a sé.

Analizzando le partite fino ad oggi ho riscontrato come un principio che lega tante squadre è la ricerca della superiorità in zona palla, dove scomponendo il campo si nota che non è nient’altro di un possesso palla eseguito in allenamento.

Svolgimento esercitazione:

Voglio proporre un’esercitazione per andare a lavorare sulla ricerca della superiorità in zona palla.

10vs10 + 1 Jolly (Play)

Partita sviluppata a metà campo, bisogna dividere il campo in verticale creando due zone di giocata (catene di gioco).

Partita 10 vs 10. Le squadre sono schierate entrambe con il sistema di gioco 1-4-3-3 con il play che sarà “jolly” e giocherà solo con chi è in possesso di palla.

L’esercitazione consiste in una partita libera tenendo conto delle direttive sopra riportate ma una volta riconquistata la sfera la squadra in possesso dovrà effettuare 4 passaggi in una metà campo giocando in superiorità numerica per poi andare a sviluppare il gioco nell’altra metà con l’obiettivo di andare a fare gol.

Allo stesso tempo la squadra che ha perso il possesso palla dovrà impedire agli avversari di effettuare i 4 passaggi e quindi lavorare sulla riaggressione immediata (gegenpressing).

Solo tre giocatori possono giocare su entrambi i lati con e senza palla:

  • Play (Jolly);
  • punta (il numero 9);
  • il portiere (ovviamente solo smistando palla).

Il resto dei giocatori non può invadere entrambe le zone.

Questo lavoro lo proponiamo per allenare due principi importanti:

  • Superiorità numerica in zona palla;
  • Reazione a palla persa con recupero immediato.

Riflessioni:

Ormai tutti sanno che il sistema di gioco, espresso per mezzo di una serie di cifre che indicano il numero di giocatori che occupano un determinato reparto, non fornisce di per sé molte informazioni sul comportamento tattico di una squadra. 

Specie in fase offensiva, la necessità di movimenti continui per smarcarsi e occupare gli spazi rende ancora più difficile incasellare la posizione dei calciatori dentro una definizione numerica.

Proprio per questo, almeno inizialmente, era la disposizione della squadra in fase difensiva ad essere usata per definire numericamente la disposizione statica.

Oggi, invece, l’identità di una squadra si va spostando sempre di più dal sistema ai princìpi di gioco. A caratterizzare una formazione è quindi sempre meno la disposizione statica che assume una squadra sul campo da calcio.

Riferimenti al professionismo:

A tal punto voglio riportarvi una piccola risposta data dal neo allenatore del Perugia mister Formisano (allenatore più giovane nei campionati professionistici italiani) che alla domanda dei giornalisti sul modulo d’attuare alla sua guida tecnica risponde così:

Ho le idee chiare in merito, ma non crediamo nei numeri che altro non sono che una rappresentazione statica di quello che avviene nel momento che c’è un calcio d’inizio o potenzialmente una palla inattiva, tutto il resto del gioco è dinamico. A fare la differenza sono i principi ed il come noi vogliamo portare in campo le nostre idee“.

Il calcio sta sempre di più orientandosi sotto l’aspetto dei principi sottesi al suo gioco in entrambe le fasi di gioco: come vuole attaccare, come vuole recuperare il pallone e prevenire o proteggersi dai pericoli, in che maniera intende gestire le transizioni tra la fase offensiva e quella difensiva, e viceversa.

A definire, ad esempio, il calcio di De Zerbi è la sua adesione ai principi del gioco di posizione e non certo i suoi diversi sistemi di gioco, strumenti di volta in volta adottati per rendere concreti i principi scelti.

Un calciatore deve quindi interpretare i compiti che gli vengono assegnati muovendo la propria posizione per il campo e decifrando ogni singola situazione tattica in accordo con i principi di gioco della propria squadra.

Per usare una formula coniata da Antonio Gagliardi, ex Match Analyst della Nazionale italiana: «Il ruolo non è più una posizione, ma una funzione».

Conclusione:

Ora mi va di dire una cosa a cui credo, non esiste una guida certa da seguire che comporta un risultato esatto, questa è la bellezza del calcio.

Si è sempre vinto o perso con qualsiasi idea l’importanza è quella di perseguire ciò che uno sente dal profondo e che, cosa fondamentale, riesce a trasmettere ai propri uomini in campo.

Oggi si sta sempre più ricercando un calciatore che non esegua un movimento specifico ma che sia sempre più un giocatore “pensante”.

Che ne pensate voi su questo argomento?

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Un saluto, Jacopo Leone.

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