Metodo della variabilità e della ripetizione a confronto

23 Dicembre 2019

Ti presento la continuazione dell’articolo Variabilità nelle proposte di allenamento, nel quale andremo a mettere a confronto il metodo della variabilità con il metodo della ripetizione.

Il giusto compromesso tra metodo della ripetizione e della pratica variata

Dopo aver compreso l’importanza del precedente concetto per migliorare l’allenamento, discutiamo riguardo due metodi molto usati iniziando con il definirli entrambi.

Il metodo della ripetizione consiste nel ripetere solo una variante dello stesso compito.

Praticamente consiste nell’esecuzione ripetuta della stessa abilità.

Un esempio è basare una seduta sulla ripetizione dei fondamentali del calcio in maniera analitica.

Quando il bambino poi diventa sufficientemente abile nel ripetere ciascuno dei movimenti essenziali del gioco è bene introdurre progressive variazioni e passare alla pratica variata.

Quest’ultima consiste nello svolgere diversi compiti e diverse abilità senza un ordine preciso e cambiando spesso i particolari del movimento (la forza, la velocità, le distanze, l’arto che esegue il gesto).

Il passaggio progressivo dalla ripetizione al cambiamento è di fondamentale importanza per insegnare i giochi di squadra e significa quindi passare da una pratica costante a una pratica variata.

Il calcio è un gioco situazionale e in quanto tale, il bambino dovrà essere in grado di eseguire molte azioni a seconda delle situazioni di gioco.

Quindi nel nostro sport questo discorso vale doppiamente.

Un altro aspetto da considerare, se si vuole creare una corretta progressione dalla ripetizione al cambiamento, è come il bambino percepisce le sue azioni.

Nelle attività motorie è frequente il fatto che il bambino debba reagire rapidamente a fonti di informazione.

Di solito è richiesto di reagire a un dato stimolo con una risposta sempre uguale a sé stessa, ad esempio “stop” per fermarsi e “via” per partire.

Si tratta di associazioni consistenti tra stimolo e risposta che sono utilizzate nel metodo della ripetizione e permettono al bambino di creare automatismi.

Quando invece riusciamo a riprodurre un esercizio nel quale uno stimolo richiede risposte motorie diverse proponiamo una condizione che prende il nome di associazione inconsistente tra stimolo e risposta.

Quest’ultima viene più utilizzata nella pratica variata e permette di abituare i bambini a pensare, anziché creare automatismi portando con se un grande vantaggio a lungo termine.

È giusto sottolineare il fatto che questi due tipologie di metodi devono in realtà coesistere tra di loro poiché entrambi sono utili.

Ad esempio per migliorare la tecnica di base è essenziale ripetere il gesto più volte.

Invece per portare poi il gesto tecnico all’interno di un contesto situazionale, è necessario progredire con la variabilità degli esercizi.

A seguire ti propongo un’esercitazione molto carina da proporre ai tuoi ragazzi.

Spikeball con i piedi

Spikeball con i piedi
Spikeball con i piedi

Descrizione

Questa proposta è importante per sottolineare il tema della multilateralità.

L’esercizio infatti riprende le regole del gioco “spikeball“.

Questa disciplina si pratica con le mani, ma noi invece la adatteremo al gioco del calcio utilizzando le parti del corpo utili al nostro sport.

Per comprendere meglio questo gioco, vi invito a visionare qualche video su internet della sua variante con le mani.

Tuttavia, ecco le regole del nostro adattamento:

  • massimo 2 contro 2;
  • si possono utilizzare le stesse parti del corpo che usiamo a calcio. Solo la battuta è effettuata con le mani;
  • si inizia battendo la palla sul trampolino con le mani;
  • i giocatori possono effettuare un massimo di 3 passaggi al volo per poi far rimbalzare nuovamente la palla sul tappeto. Il 3 passaggio deve essere la schiacciata sul tappetino (come la pallavolo);
  • ogni giocatore ha a disposizione 2 tocchi max per effettuare un passaggio o una schiacciata;
  • l’obiettivo è schiacciare sul tappetino per far sbagliare la ricezione all’avversario o per far cadere la palla nella metà campo opposta.

Conclusione

Termina qui il mio articolo per MisterCalcio.com.

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Resto a tua completa disposizione per qualsiasi curiosità e avere la possibilità di confrontarci su queste tematiche, all’interno del profilo MisterCalcio.com, grazie al tasto commenta sotto la mia esercitazione.

A presto,

Diego Crepaldi.

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