Modulo 3-4-3: Aspetti Principali

18 aprile 2018

Negli ultimi giorni si è parlato molto dell’impresa della Roma e della prova di forza di Mister Di Francesco grazie al suo nuovo modulo 3-4-3.

Da sempre noi allenatori siamo affascinati dai numeri con cui amiamo giocare e grazie ai quali diamo sfogo alle nostre pazze idee.

Premessa sul modulo 3-4-3

Apriamo oggi una piccola parentesi su un aspetto del modulo 3-4-3 e sul perché, in valore assoluto, credo sia un ottimo sistema di gioco.

Iniziamo con il dire che ogni sistema deve essere utilizzato secondo le caratteristiche della squadra che si allena e in funzione dell’avversario che affrontiamo!

Ricordiamo per esempio il 3-4-3 di Gasperini?

Quel Genoa aveva sicuramente una diversa interpretazione rispetto all’analogo sistema adottato da Di Francesco lo scorso mercoledì.

Questa è l’ennesima dimostrazione che sono sempre i giocatori i protagonisti; noi allenatori dobbiamo essere bravi a capire come farli rendere al meglio dando loro le armi necessarie e di conseguenza i giusti principi!

La prima domanda che personalmente mi sono posto quando ho iniziato a “studiare” il 3-4-3 è stata:

Difesa a 3 pura o difesa a 5 mascherata?

Parlando di moduli dinamici e non più statici dico (è la mia visione), che parliamo di difesa a 3 nell’intervallo temporale in cui effettuiamo una pressione ultraoffensiva.

Ragioniamo su principi di difesa a 5, invece, quando ci troviamo a difendere la nostra porta a ridosso dell’area di rigore.

Riprendendo estratti di miei passati interventi, ritorna nella mia concezione di gioco il fatto che l’esterno opposto rispetto al pallone scali sul lato debole, per fare il quarto, mentre l’esterno lato forte sia incitato ad andare in pressione.

Non pensate che io sia spregiudicato, mi raccomando!

Altra nota di attenzione la meritano gli attaccanti esterni o esterni offensivi.

Domanda:

Li teniamo larghi in ampiezza o li facciamo giocare più centralmente alle spalle dell’attaccante?

Personalmente sposo l’idea di farli giocare centrali tra le linee creando imbarazzo nella loro marcatura.

Giocando in quella posizione di campo hanno una doppia chance, l’attacco centrale e quello in fascia.

Potrebbe essere scontato, ma in realtà credo non lo sia.

Se optassimo per mantenere larghi gli esterni alti offensivi poniamo dei limiti al quarto di centrocampo, lato forte, costretto a rimanere in appoggio.

Al quarto di centrocampo, lato debole,  dobbiamo chiedere un taglio ad attaccare l’area di rigore che risulterebbe molto dispendioso.

Fatte queste due premesse vorrei parlare di due semplici aspetti di questo modulo che trovo estremamente interessanti.

  • Come si sposa il 3-4-3 con la pressione offensiva
  • Eventuali criticità in fase difensiva

3-4-3 e pressione ultraoffensiva

Il primo “positivo”, è il tipo di pressione offensiva che ci permette di effettuare, che personalmente ritengo una delle migliori ed adattabile con facilità ad ogni sistema avversario. Di seguito uno screen statico:

Modulo 3-4-3 - Esempio di pressione ultraoffensiva

3-4-3-Esempio di pressione ultraoffensiva

L’obiettivo della Figura di sopra è quello di analizzare con chiarezza come, con questo sistema di gioco, riusciamo ad attaccare il portatore di palla avversario portando tanta densità e quindi tanti uomini in zona palla.

L’obiettivo è semplificare la riconquista del pallone o comunque rendere difficoltosa l’uscita con il palleggio (costruzione del basso) della squadra che fronteggiamo!

Nello specifico andiamo a fare un 1 contro 1 (tipico del calcio di oggi, il classico DUELLO) in una zona “interessante”.

In caso di riconquista, infatti, possiamo essere subito pericolosi a ridosso della porta mediante una immediata transizione!

I primi ad andare in pressione sono ovviamente i tre attaccanti che indirizzano la giocata, favorendo l’intercetto dei compagni che giocano in anticipo lato palla.

Questa situazione possiamo allenarla mediante una semplice esercitazione, all’interno della quale l’azione parte da una rimessa dal fondo con squadra che applica un qualunque sistema di gioco (in questo caso 4-3-3 – numeri 6, 7 e 8 a centrocampo) contro il “nostro modulo 3-4-3”.

In linea generale questo approccio potremmo adottarlo contro il modulo della squadra avversaria che affronteremo la domenica successiva.

In caso di riconquista del pallone possiamo immediatamente sviluppare un attacco.

E anche qui i principi sono fondamentali.

Gli aspetti che curerei sono legati principalmente al timing della transizione:

  • Quando dobbiamo concludere l’azione con velocità
  • Quando è necessario ordinarsi prima di avanzare un’azione offensiva, palleggiando per esempio.

Interessante l’articolo di Mister Bellamio di qualche settimana fa sull’argomento transizioni.

Il mio suggerimento è sempre quello di dividere il campo, lato forte e lato debole, ed accettare anche in fase difensiva l’ 1 contro 1 oppure, perché no, anche una inferiorità numerica.

In questo caso lasciamo l’avversario libero sul nostro lato debole.

3-4-3 Ipotesi di inferiorità numerica difensiva

L’aspetto “negativo”, è quello di fronteggiare due attaccanti e due esterni alti (ipotizzo di seguito di giocare contro un modulo 4-2-4).

Sicuramente abbiamo tanti vantaggi e tanti svantaggi ma ne analizzo quelli, a mio avviso, FONDAMENTALI.

3-4-3 - Duello Difensivo in caso di pressing ultraoffensivo

Modulo 3-4-3 - Aspetti Principali

Partendo dalla possibile difficoltà in fase difensiva determinata dall’eventualità di trovarsi in inferiorità numerica, come accade per esempio affrontando un sistema di gioco come il 4-2-4 di base, abbiamo una reale inferiorità numerica che possiamo fronteggiare mediante una scelta tattica precisa.

La Disposizione Difensiva

Io come detto in precedenza, attacco in pressione il lato forte generalmente con 7/11.

Mi sono spesso confrontato con altri miei colleghi che chiedono invece al proprio esterno di centrocampo di rimanere in copertura; io ragiono al contrario, mi piace aggredire ed essere propositivo e spavaldo…ma con logica!

Scalata dei tre difensori dove il centrale lato forte diventa un esterno basso. Di conseguenza lasciamo “libero”  l’esterno alto opposto al pallone.

In questo caso, nella difficoltà, se ne occuperà il nostro numero 8 della figura di sopra.

Questo giocatore è strategico; deve essere pronto in fase di ripiegamento, ma contemporaneamente deve offendere in caso di riconquista del pallone.

Di solito come esercitazione propongo ai miei ragazzi un semplice inizio azione, in cui i miei tre attaccanti sono passivi (indirizzano ma senza intercetto).

Lavoriamo con 10vs7 (tre difensori e quattro centrocampisti) cercando di mettere in questo modo in difficoltà la mia squadra per vedere come aggredire e scalare nelle varie dinamiche di gioco.

Conclusioni

Sono sicuro che riceverò diversi approfondimenti su questo mio “ragionamento tattico”.

Mi piace però lasciarvi con una semplificazione, che credo possa aiutare nella definizione di una mappatura di principi:

  1. Mentalità offensiva e propositiva nella metà campo avversaria con più uomini possibili;
  2. Difesa che accetta continui 1contro1, lavorando in avanzamento sull’anticipo senza “scappare” all’indietro.

E su questi due concetti lascio a voi la libertà di “immaginare” tutte le esercitazioni propedeutiche al raggiungimento di questi obiettivi specifici.

Aspetto vostri feedback di sotto o sulla nostra pagina Facebook!

Ciao

Simone

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