L’allenamento strutturato: dalla teoria alla pratica

4 Luglio 2019

Ciao Mister, ti presento un mio nuovo articolo per MisterCalcio.com che tratta l’allenamento strutturato dalla teoria alla pratica.

Questo articolo è la continuazione di una precedente mia pubblicazione in data 22 maggio 2019 sull’allenamento strutturato

I principi del modello di gioco

Per fare in modo che le esercitazioni proposte in allenamento non trascurino nessuna delle strutture, bisognerà partire dall’analisi del gioco della propria squadra e dagli obiettivi e principi del proprio modello di gioco.

La foto sottostante illustra un determinato momento di gioco, relativo alla partita Siviglia-Real Madrid.

Il Siviglia (in bianco) la squadra in possesso di palla, tenta di organizzare un’azione dalla propria metà campo, alla ricerca dell’uomo libero alle spalle della prima pressione.

La squadra in possesso gioca con il 4-2-3-1, ma nella fase di costruzione (attacco organizzato), tende ad abbassare un centrale di centrocampo, che in questo caso (il possessore) si situa tra i due centrali di difesa.

In questo modo permette ai due laterali difensivi di aprirsi per dare ampiezza e facilita ai trequartisti la ricerca di linee di passaggio nelle zone centrali del campo, possibilmente come uomini liberi alle spalle delle prime linee di pressione.

Ricerca dell'uomo libero alle spalle della pressione
Ricerca dell’uomo libero alle spalle della pressione

Nel caso si volesse lavorare con più attenzione su questo determinato momento della fase di costruzione senza decontestualizzarlo dalla competizione, sarà necessario proporre una serie di esercitazioni meno complesse del gioco reale.

Questo per almeno due motivi:

  • facilitarne la comprensione (principio della progressione complessa);
  • fare in modo che si presenti ripetutamente la situazione di gioco presa in considerazione (principio delle propensioni).

Suggerimento: collocare l’esercitazione nel momento giusto della settimana, rispettando il livello psicofisico del giocatore (principio dell’alternanza orizzontale).

Riduciamo la complessità nella costruzione delle esercitazioni

Nel nostro caso si potrebbe:

  • diminuire il numero dei giocatori, ma mantenendo rappresentanti di almeno tre delle quattro linee del sistema 4-2-3-1;
  • delineare delle zone d’intervento ed eliminare situazioni di finalizzazione togliendo le porte;
  • inserire un jolly (o comodino) per dare superiorità numerica alla squadra in possesso di palla.

Un elemento che però non deve essere alterato è il ciclo di gioco; quindi si alterneranno in entrambe le squadre, la fase di possesso e quella di non possesso.

Costruzione dell'esercitazione
Costruzione dell’esercitazione (immagine 1)

Con questi cambiamenti, trasformeremo una situazione di gioco reale in un’esercitazione meno complessa.

Nel nostro caso l’obiettivo dell’esercitazione, un gioco di posizione (6 contro 6+1 comodino), sarà quella di mantenere il possesso della palla il più a lungo possibile, rispettando i principi del modello di gioco.

Anche molti aspetti della fase difensiva possono essere migliorati con questa esercitazione, soprattutto il comportamento immediatamente successivo alla perdita di palla, sia dal punto di vista individuale che collettivo:

  • il pressing;
  • la marcatura;
  • la chiusura delle traiettorie di passaggio.
Costruzione dell'esercitazione (immagine 2)
Costruzione dell’esercitazione (immagine 2)

Nella realtà: da dove si parte per costruire un’esercitazione?

Per prima cosa mister, ti consiglio come sempre di definire i principi di gioco in entrambe le fasi.

In questo caso:

Principi in fase di possesso

  • Cambio rapido di ruolo dalla fase di non possesso alla fase di possesso.
  • Ricerca della massima ampiezza.
  • Costante ricerca dell’uomo libero con valutazione del rischio.
  • Attrarre l’avversario per liberare un compagno dalla marcatura.
  • Movimenti di smarcamento per ricevere libero da marcature.

Principi in fase di non possesso

  • Cambio rapido di ruolo dalla fase di possesso alla fase di non possesso.
  • Movimenti di dissuasione delle traiettorie di passaggio, pressing.

Una volta definiti gli obiettivi ti consiglio di definire il mezzo operativo, anche in relazione al giorno specifico della settimana.

In questo caso ti propongo un Gioco di Posizione

Sviluppo del Gioco di Posizione

Gioco di Posizione: Esercitazione 6 contro 6 + 1 comodino
Gioco di Posizione: Esercitazione 6 contro 6 + 1 comodino

Descrizione

In un campo diviso in quattro settori, due squadre da sei giocatori più un comodino, si affrontano per mantenere il possesso di palla.

La squadra con il pallone ottiene il punto se in fase di possesso attraversa tutti i settori del campo.

Altra opportunità di ottenere il punto è il numero di passaggi consecutivi (8) (comunque subordinato alla qualità generale del gruppo e da fattori esterni).

Regole di provocazione

Il comodino gioca solo con la squadra in possesso, i giocatori agiscono solo nelle rispettive zone di demarcazione.

L’importanza delle strutture in generale legate a questa esercitazione

Struttura Condizionale

L’esercitazione provoca continui cambi di direzione, spostamenti, contrasti e situazioni di protezione della palla.

Variando le dimensioni del campo (senza mai allontanarci troppo dal gioco reale) si può lavorare più sulla forza (con maggior numero di cambi di direzione, frenate, ecc.) o più sulla resistenza con traiettorie di spostamento più lunghe.

Nella fase di non possesso la struttura condizionale è maggiormente sollecitata.

Struttura Coordinativa

La struttura coordinativa entra in causa quando diventa necessario il controllo del movimento (tecnica) rispetto al pallone, ai compagni, agli avversari e agli obiettivi dell’esercitazione.

Struttura Socio-affettiva

Con questo tipo di esercitazione, se i giocatori vengono lasciati liberi di organizzarsi fra loro, sperimenteranno un’implicazione affettiva che li guiderà verso un’organizzazione sempre più efficace.

In fase di possesso si rafforzerà, inoltre, la dualità beneficiario/benefattore, dove l’attività di uno beneficerà la ricezione della palla dell’altro.

Struttura Cognitiva

Il giocatore sarà continuamente chiamato a prendere decisioni simili a quelle da prendere in gara, che saranno sempre più corrette quanto maggiore sarà la sua capacità di comprendere la realtà nella quale è immerso.

In questo modo sviluppa la sua capacità di elaborazione del pensiero.

Struttura Emotivo-volitiva

L’esercitazione è molto utile per accrescere la volontà del giocatore nel raggiungere obiettivi concreti inerenti al gioco (come, per esempio, l’implicazione difensiva del giocatore che ha difficoltà a rubare palloni).

L’allenatore deve aiutare a mantenere un alto livello di competitività assegnando “premi” e “castighi” o facendosi garante di eventuali scommesse fra le squadre.

Struttura Creativo-espressiva

L’esercitazione è abbastanza aperta da offrire la libertà di utilizzare numerosi mezzi tecnico/tattici per risolvere situazioni cambianti.

Conclusione

La possibilità di sperimentare aiuta a trovare nuove soluzioni creative, sia a livello individuale che collettivo.

Ogni struttura interagisce con le altre e l’obiettivo dell’allenamento non deve essere quello di massimizzare una struttura alla volta, ma quello di ottimizzarne l’interazione attraverso il gioco!

“Che brutta parola è allenamento il transfer non esiste.

Loro giocano per tornare a giocare.

Il metodo nasce da loro per loro!” (Oscar Cano, riferendosi a suoi giocatori).

Al prossimo appuntamento,

Marco Monteleone.

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