Sviluppo con il modulo 3-4-3

9 luglio 2018

Anche oggi condividiamo un momento insieme, parlando di un aspetto che suscita sempre molto interesse: la tattica.

Nello specifico parleremo di uno sviluppo del 3-4-3.

Schieramento questo, che stiamo vedendo utilizzare in questa rassegna mondiale da diverse nazionali, anche se come spesso accade l’interpretazione varia da formazione a formazione.

Schieramento tattico 3-4-3

Disposizione 3-4-3Abbiamo una linea difensiva formata da tre difensori puri, disposti a zona che lavorano sia in profondità che in ampiezza dando copertura ai rispettivi esterni di centrocampo.

Linea mediana che prevede due centrocampisti centrali e due esterni di movimento che curano entrambe le fasi (difensiva e di attacco).

Nel reparto avanzato abbiamo tre attaccanti: uno centrale e due esterni che possiamo utilizzare sulla stessa linea dell’attaccante centrale, oppure più arretrati rispetto alla punta centrale stessa.

In questo ultimo scenario potremmo lavorare maggiormente tra le linee.

Primissima considerazione, riguarda proprio questo aspetto dove chiedendo ai miei esterni di centrocampo di essere molto propositivi, mi piace far giocare gli attaccanti esterni più nel mezzo, per creare “imbarazzo” alle difese avversarie, quasi fossero due trequartisti.

Come interpretiamo tali aspetti?

Come ogni sistema di gioco anche il 3-4-3 ha degli svantaggi e dei vantaggi!

Quali sono gli svantaggi del 3-4-3?

Per quanto riguarda gli svantaggi, il primo che mi viene in mente è affrontare due attaccanti che giocano stretti, come ci comportiamo?

Su questo punto possiamo sviscerare mille ipotesi.

Del tipo far marcare i due attaccanti dai due centrali con uno che dà copertura ad entrambi, ma in tal caso ci abbassiamo troppo e portiamo gli esterni di centrocampo ad allinearsi sulla linea di difesa, perdendo così la spinta in fase offensiva o rendendola complicata.

Pertanto a me piace l’idea di marcare i due attaccanti a zona, mediante l’aiuto delle diagonali, sia difensive che della linea dei centrocampisti dove il mediano (lato debole), fa da schermo alla difesa.

3-4-3 - schermo difensivo del mediano

Qualsiasi soluzione decidiamo di attuare, dobbiamo essere consapevoli che molto probabilmente abbiamo un problema di spazio/tempo, dove potremmo rischiare di avere spesso un 1 contro 1.

Situazione questa che noi allenatori dobbiamo sapere, ed esserne consapevoli e bravi a far capire ai nostri giocatori che questo “rischio”, può darci vantaggi nelle situazioni offensive. E comunque va allenato!

Quali sono i vantaggi del 3-4-3?

Intanto nella zona centrale di difesa abbiamo spesso un 3 contro 2 che ci permette di marcare in anticipazione, e la profondità.

Sugli esterni abbiamo una doppia coppia (3/10-7/11), che ci consente di avere una superiorità numerica sulla fascia e non di subirla.

Abbiamo la possibilità di avere più uomini in zona offensiva, tre di ruolo e due esterni laterali che spingono.

A mio avviso questo sistema è molto interessante ed efficace a patto che si rispettino tre punti chiave nella fase di non possesso:

  1. ci si muova in base alla palla, è lei che comanda i movimenti e le diagonali, bisogna saper leggere ed interpretare le singole situazioni.
  2. squadra corta, “cortissima“, avere densità tra le linee in fase di non possesso è fondamentale, gli attaccanti devono essere i primi veri difensori.
  3. pressione continua sulla palla, sul tempo di trasmissione.

Nella fase di possesso invece ogni allenatore avrà le sue idee e la sua filosofia, personalmente mi piace questo sistema, perché lavoro sia sull’ampiezza mediante gli esterni di centrocampo, che sulla profondità mediante la punta centrale.

Ma cosa che più mi piace è il poter giocare tra le linee utilizzando gli esterni d’attacco alle spalle della punta centrale.

Come si evince abbiamo diverse situazioni di gioco che inevitabilmente creano difficoltà agli avversari perché siamo imprevedibili.

Come curare le due fasi?

Di seguito riporto delle esercitazione che faccio fare alle mie squadre sia per la fase difensiva che per la fase offensiva.

Nella fase difensiva ne faccio una “statica” o “studiata“, in cui curo il comportamento dei tre difendenti su palla alla punta centrale, con l’altra lontana, che attacca la profondità.

3-4-3 - Fase difensiva

Dobbiamo saper leggere bene con i due difensori esterni, l’uscita del nostro difensore centrale, e coprire l’attacco in profondità.

L’altra che propongo è “dinamica“, e metto i miei tre difendenti contro tre attaccanti, più un altro avversario che però non può fare gol, può solo fungere da sostegno per fornire un assist.

Situazioni di 1vs1 nel 3-4-3

In questo caso abbiamo i nostri difensori sempre nell’1vs1 e devono lavorare sia sull’anticipo, sulla marcatura, ma anche avere e dare la copertura al compagno.

Nella fase offensiva, la mia come la vostra mente può dare libero sfogo ad ogni situazione.

Ho riportato quattro scenari che personalmente mi hanno fatto ottenere sempre ottimi risultati.

Sviluppo offensivo 3-4-3 Tiro

Nella primo sviluppo offensivo, il nostro esterno alto (10) ricevendo la palla tra le linee prova una conclusione a rete.

Soluzione che può sorprendere il portiere avversario.

Sviluppo offensivo 3-4-3 - Imbucata esterno

Nel secondo sviluppo, assistiamo ad un movimento lungo – corto della punta centrale (9) che dopo uno scambio palla avanti – palla dietro con l’esterno alto (10), permette la ricerca del terzo uomo (11).

Quest’ultimo attacca lo spazio alle spalle dei due centrali difensivi.

Sviluppo offensivo 3-4-3 - attacco alla profondità

Nel terzo sviluppo, l’uomo tra le linee (10), se non seguito dal terzino avversario (2), può sfruttare il taglio della punta centrale per imbucare l’esterno d’attacco opposto.

Sviluppo offensivo 3-4-3 - taglio dell'attaccante

In questo sviluppo offensivo, l’esterno alto (10), serve direttamente con una palla in profondità il taglio della punta centrale (9).

E se il (10) fosse preso in carico (prima uscita) dal giocatore 2 rosso?

Sviluppo offensivo 7vs5 + P attacco sull'esterno

Questa esercitazione per renderla più verosimile, la faccio aggiungendo un centrocampista avversario in modo tale da sviluppare un 7vs5+P.

In questa situazione portiamo l’esterno di centrocampo (3) al cross dopo un uno – due tra l’esterno alto (10) e il centrocampista (4).

In conclusione, credo sia palese a voi tutti, quanto questo sistema di gioco mi piaccia particolarmente.

Nel mio modo di intendere calcio, vi è una propensione per lo sviluppo offensivo anche a discapito di qualche rischio in fase difensiva.

Sviluppare le mie idee sia in ampiezza che in profondità che tra le linee mi esalta e mi affascina.

Tuttavia come ogni sistema di gioco non è infallibile (altrimenti non sarebbe calcio), e ne richiede per lo sviluppo, dei precisi “attori”.

Miei cari colleghi, credo che ogni allenatore debba essere bravo a dare una giusta identità alle proprie squadre, considerandone tutte le componenti e le variabili possibili.

Ciao Mister,

Simone De Simone.

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