Come nasce un’esercitazione: lo spazio di gioco

3 Febbraio 2020

Ciao Mister ti presento il mio nuovo articolo per MisterCalcio.com, nel quale ti mostrerò come nasce un’esercitazione e ti parlo nello specifico dello spazio di gioco.

L’obiettivo di qualsiasi allenamento di calcio è di migliorare ogni singolo giocatore che vi partecipi, in relazione al gioco in generale e al gioco della squadra in particolare.

Quando disegniamo un’esercitazione, dobbiamo determinare quale aspetto del nostro modello di gioco vogliamo ottimizzare, senza però separarlo dal gioco stesso.

Questo attraverso il principio metodologico della propensione.

Quindi dobbiamo cercare di far si che una determinata situazione si ripeta spontaneamente nel ciclo di gioco (possesso-non possesso-possesso), tramite predeterminate regole di provocazione.

Strutturando una sessione di allenamento, l’allenatore come generatore di contesti, si troverà a “manipolarela realtà del gioco, ma cercando di non ridurla a una semplice ripetizione sistematica di movimenti automatizzati.

Ciò avrebbe l’effetto contrario, fornire al giocatore solo poche risposte immediate e non ponderate che lo porterebbero a lungo andare, a non sviluppare quella plasticità intellettiva necessaria in una partita.

Non si può prescindere quindi dalla capacità di scelta e adattamento a situazioni reali.

La complessità e l’incertezza sono parte della competizione, l’allenamento quindi, non deve essere impoverito dalla loro assenza se vogliamo rispettare la naturalezza del gioco.

Le aree d’intervento, strettamente connesse fra loro, nel disegno dell’esercitazione sono:

  1. Lo spazio: dimensioni, divisione in settori, presenza delle porte, numero delle porte.
  2. Il tempo: durata dell’esercitazione, limitazione di tempo in una determinata fase di gioco, il ciclo di gioco.
  3. I partecipanti: struttura, compagni, avversari, la presenza o meno del jolly.
  4. Le regole di provocazione: limitazioni d’intervento (soprattutto spaziali) per tutti i partecipanti o per parte di essi, la presenza dei settori permette di utilizzare regole di provocazione per limitare l’azione.

Lo spazio di gioco

Le dimensioni dello spazio di gioco possono rispondere a più parametri che interagendo fra loro regolano la difficoltà dell’esercitazione.

La superficie può essere più o meno grande per diversi motivi:

  1. Numero dei giocatori partecipanti che chiaramente influirà sulle dimensioni.
  2. Obiettivo tattico: principi di gioco collettivi o di reparto e catene.
  3. Livello tecnico della squadra: maggiore è lo spazio a disposizione e più tempo si avrà per agire e viceversa.
  4. Obiettivo fisico: maggiori saranno i metri quadrati da coprire e maggiore sarà il dispendio aerobico. Riducendo gli spazi aumenteranno gli sforzi anaerobici con l’aumento di frenate, salti, tiri, contrasti, difesa della palla e cambi di direzione.
  5. Divisione in settori: lo spazio di gioco, in funzione dell’obiettivo, può essere unico o diviso in 2, 3 o 4 settori orizzontali per dare profondità in fase di possesso. Così si genereranno linee di pressione da superare. Mentre in fase di non possesso si avranno dei riferimenti utili a un corretto scaglionamento. Lo spazio può anche essere diviso in corridoi centrali e laterali per dare riferimenti in ampiezza e lavorare sul lato forte e il lato debole.
  6. La Presenza o meno delle porte.

Non sempre è indispensabile inserire porte grandi.

A volte se si vuole porre l’attenzione su determinati contenuti tecnico-tattici, è necessario un numero diverso di porte piccole, (o zone di meta) disposte in campo secondo l’obiettivo della sessione di allenamento.

Se inseriamo due porte difese dal portiere l’esercitazione sarà più specifica, poiché nella fase di costruzione anche il portiere sarà coinvolto (nella sua posizione abituale).

Ma soprattutto si darà una direzione alla manovra, includendo inoltre la finalizzazione e la difesa della finalizzazione.

Principio dell’ampiezza

Di seguito ti mostro un’immagine creata con l’editor MisterCalcio.com.

Spazio-di-gioco
Spazio di gioco

Nella figura vediamo distinte tre zone in verticale, una zona centrale e due laterali per distinguere il lato forte dal lato debole (principio della concentrazione).

In fase offensiva questa suddivisione ci permette di riconoscere e occupare tutte e tre le zone del campo (principio dell’ampiezza).

Esercitazione pratica sul principio dell’ampiezza

L’esercitazione che ti propongo oggi, è una partita a tema 9 contro 7 per il principio dell’ampiezza.

Gioco di posizione 9 contro 7 principio dell’ampiezza

Descrizione

Esercitazione che si sviluppa in un rettangolo di gioco di dimensioni 50×60 metri dove si affrontano due squadre in un 9 contro 7.

Regole di provocazione

In fase difensiva il maggior numero di giocatori deve rimanere nella zona centrale, con solo 1/2 elementi che vanno ad attaccare la palla in zona laterale, questo in funzione del modello di gioco.

In fase offensiva, il gioco si può sviluppare con i 2 esterni alti che partecipano solo nella fase di possesso in zona laterale, sfruttando così la superiorità numerica.

Se la palla raggiunge l’esterno egli può entrare nel settore centrale solo se un compagno occupa il settore laterale lasciato libero.

Conclusione

Ciao Mister siamo giunti al termine della prima parte di questo mio nuovo articolo per MisterCalcio.com.

Ti aspetto per la prossima pubblicazione nella quale ti presenterò un’esercitazione per la penetrazione.

Ciao,

Marco Monteleone.

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