La figura del mister: capacità di adattamento e autonomia decisionale

24 Febbraio 2020

Ciao Mister, con infinito piacere eccomi di nuovo con un nuovo articolo per MisterCalcio.com sulla capacità di adattamento e autonomia decisionale.

È tanta la voglia di confrontarmi e condividere i miei pensieri con te.

Oggi voglio affrontare qualcosa che riguarda non i giocatori, non la squadra, ma direttamente la figura dell’allenatore.

Parto subito ponendoti dei quesiti:

  • Quante volte chiediamo ai nostri giocatori di percepire e poi adattarsi alle situazioni di gioco per poterle risolvere?
  • Siamo capaci di adattarci ai contesti e alle situazioni che viviamo?
  • Quante volte spingiamo sull’autonomia decisionale del giocatore per renderlo “giocatore pensante”?

A questo punto anche in maniera provocatoria vi chiedo: siamo allenatori con piena autonomia decisionale?

Prima di richiedere ai nostri giocatori di saper scegliere, sapere adattarsi alle situazioni di gioco e trovare sempre delle soluzioni dalle difficoltà che incontrano in gara, dobbiamo senza ombra di dubbio interrogarci prima noi su questi quesiti.

Siamo un esempio per la squadra e prima di essere “quello che diciamo” siamo sempre “quello che facciamo”.

Autonomia decisionale

Con il termine autonomia (dal greco antico αὐτονομία; αὐτόνομος, autònomos, parola composta da αὐτο-, auto – e νόμος, nomos, “legge“, ovvero “legge propria“), si intende la possibilità per un soggetto di svolgere le proprie funzioni senza ingerenze o condizionamenti da parte di terzi.

Pensate che ciò è scontato per un allenatore?

Per me assolutamente no, non è mia intenzione raccontare, portare esempi reali personali e di terzi.

È solo un’occasione per ricordare che allenare, significa assumersi delle responsabilità, prendendo delle decisioni non sempre facili, ma riuscire a farlo in maniera autonoma, (confrontandosi anche con lo staff).

È per me il requisito essenziale e imprescindibile per essere allenatore.

Il semplice consiglio che mi sento di dare, è quello di stare lontano da situazioni in cui l’autonomia decisionale viene messa in discussione.

Capacità di adattamento

«La storia della vita sulla terra, lo sappiamo, è la storia dell’adattamento all’ambiente.

Attraverso una serie di mutazioni e di selezioni, le specie vegetali e animali si sono continuamente adattate all’ambiente in trasformazione, trovando ogni volta le soluzioni giuste per sopravvivere nei climi più diversi.

Chi non s’adattava si estingueva.» (Piero Angela)

L’altra virtù per un allenatore, è la capacità di svolgere sempre in maniera eccellente il proprio lavoro, pur dovendosi adattare ai contesti e alle situazioni che è chiamato a vivere.

Mi spiego meglio!

A tutti piacerebbe lavorare con una rosa di 22 elementi la cui qualità è idonea alla categoria che si affronta (provinciale, regionale, elitè, prima squadra ecc..).

Tutti vorrebbero avere uno staff di professionisti (vice allenatore, preparatore motorio, preparatore portieri, match analyst, medico etc).

Perché no anche una struttura sportiva dove poter contare sulla disponibilità di un intero campo regolamentare, magari sintetico, un’attrezzatura sportiva di ultima generazione.

Le difficoltà che rafforzano la capacità di adattamento

Senza dilungarmi troppo mister ti pongo qualche domanda:

  • Quante volte hai preparato una seduta per 18 elementi e al campo erano solo 13-14?
  • Vi è capitato di aver preparato una seduta considerando una giornata soleggiata, ma poi nel giro di qualche ora è venuta giù talmente tanta acqua da modificare le condizioni del terreno di gioco?
  • Quante volte siete chiamati ad allenarvi in una metà campo o forse anche in spazi più ridotti?
  • Si è verificato spesso che la vostra rosa è stata di 14-15 elementi poi integrati in gara con atleti di un anno più piccoli?

Sono solo alcuni esempi per esprimere il mio concetto di adattamento.

Ovvero quella brillantezza, capacità, genialità di raggiungere gli obiettivi preposti, anche sotto condizioni diverse da quelle che pensavamo.

Ovvio sarebbe ottimo avere tutte le condizioni di “massima”.

Sulla questione dello spazio di gioco e della rosa ridotta, voglio soffermarvi, per poi lasciarvi qualcosa anche di pratico da applicare sul campo.

Si può modificare il tutto sulla base delle vostre convinzioni, principi e caratteristiche della rosa, premettendo subito che parliamo di contesti agonistici da under 15 in su.

Una delle principali problematiche che ho dovuto risolvere, è stata quella in merito all’allenare tutte le componenti di gioco contemporaneamente:

  • costruzione;
  • mantenimento;
  • sviluppo;
  • finalizzazione.

Che facciamo, trascuriamo alcune di queste situazioni non curando gli obiettivi tecnico-tattici e la crescita dei miei giocatori?

A tutto questo deve esserci una soluzione e la mia penso sia molto semplice.

È quella di scomporre il tutto con partite a tema, ed essere attenti alla identificazione dei ruoli nella formazione dei gruppi/squadre.

A seguire ti propongo due esercitazioni che vanno a richiamare quanto sopra indicato sin ora.

Esercitazione per la costruzione, mantenimento e sviluppo

Esercitazione per la costruzione, mantenimento e sviluppo

Descrizione

Situazione numerica di 11 giocatori di movimento ed 1 portiere.

Due squadre a confronto, rossi contro blu.

Azione che parte sempre dalla rimessa dal fondo, con i rossi che devono far gol in una delle tre porticine, obbligatoriamente con assist che arriva dalla zona d’oro, (rettangolo alle spalle della prima pressione avversaria).

I blu devono effettuare un pressing organizzato.

Se recuperano il pallone, devono andare in rete nel minor tempo possibile contro l’immediata riaggressione dei rossi per la riconquista della sfera.

Esercitazione per lo sviluppo e finalizzazione

Esercitazione per lo sviluppo e finalizzazione

Descrizione

Situazione numerica di 11 giocatori di movimento e 1 portiere con due squadre a confronto, rossi contro blu.

Azione che parte sempre dal mister che mette in gioco il pallone a favore della squadra rossa.

La compagine con il possesso del pallone, deve andare in goal con lo sviluppo nella zona d’oro, (rettangolo costruito), per poi andare alla finalizzazione contro la difesa blu che lavora in partenza sempre passando nella zona d’oro.

Guarda la Live YouTube dell’articolo con il nostro mister Ardone.

Marco come promesso ha terminato di rispondere a tutti registrando un video aggiuntivo.

Conclusione

Bene mister, spero che questo argomento ti abbia aperto nuovi scenari e chiarito tanti dubbi!

Al prossimo articolo per MisterCalcio.com.

Ciao,

Marco Ardone.

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