Allenamento per Principi o Allenare per Schemi?

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L’allenamento per principi di Gioco oppure allenare per schemi è davvero un grande punto interrogativo.

Allenare per principi o per schemi tattici è un dilemma che negli ultimi anni in molti hanno cercato e ancora cercano di definire.

Si sono formate diverse scuole di pensiero! Alcune di loro prediligono la prima e altre la seconda.

Io mi interrogo spesso su questa tematiche (ma vi garantisco che mi faccio domande continue anche su molte altre).

Ad oggi ancora sto cercando di capirne bene la scenario :).

Sinora leggendo studi, articoli, tesi e altro, mi sembra di aver capito che parliamo di metodologie diverse che trovano fondamento in credenze didattiche opposte e specificamente se ci rivolgiamo a concetti enciclopedici sappiamo che:

Arte dell’apprendere: significa acquisire cognizione. Mi piace dire acquisire modelli di comportamento sia nuovi ma anche modifiche di quelli già di conoscenza. L’obiettivo è un miglior adattamento al contesto di gioco.

Apprendimento meccanico: ossia memorizzare senza comprendere.  Per il calcio mi piace dire imparare modelli di comportamento per specifiche e determinate situazioni di gioco

Partendo da queste definizioni in molti sostengono che la differenza di un allenamento per principi e quello per schemi è proprio nella differenza tra l’arte dell’apprendere e l’apprendimento meccanico.

Il primo aiuta a creare giocatori pensanti e il secondo invece, porta a giocatori schematici, soldati sotto il comando dell’allenatore.

Credetemi Mr, sarà un mio problema sicuro, ma io una distinzione netta tra allenare per principi o allenare per schemi non riesco ad immaginarla ma per un semplice motivo.

Non credo alla figura dell’allenatore quale DETTATORE DI REGOLE.

Le definizioni di ALLENARE/ALLENAMENTO/ALLENATORE sono moltissime ed ognuno di voi potrà dare la propria, ma di certo allenare a mio avviso non può significare limitare il giocatore!

Cosa Propongo alla mia squadra?

E allora quale la mia opinione in merito? Come oggi cerco di allenare? Cosa propongo alla mia squadra: allenamento per principi o schemi?

Lasciando da parte al momento la questione età del giocatore e quindi categoria che vanno ad aprire numerosi argomenti dalle fasi sensibili ai metodi induttivo e deduttivo, sono convinto che schemi e principi possono convivere in una metodologia di allenamento.

I primi possono servire ad arricchire quel bagaglio individuale di un singolo giocatore che gli permette di applicare i principi e risolvere le situazioni di gioco in maniera efficace ed ottimale.

La differenza spesso sta nella comunicazione e spiegazione degli schemi proposti mossi da principi di base.

E con un esempio finale provo a spiegarmi meglio!

Se una squadra ha come macro principio in fase di possesso palla la superiorità in zona palla posso proporre alla stessa squadra esercitazioni su schemi che permettono l’applicazione di tale principio in determinate zone di campo.

Non credo che andrei a limitare l’arte dell’apprendere se ovviamente sarò bravo a indurre i miei giocatori a capire i motivi che portano a quei movimenti.

Devo essere bravo, inoltre, a comunicare i vantaggi che da quei movimenti la squadra e il singolo giocatore può trarne.

Già in un precedente mio articolo “LA CATENA LATERALE NEL 1-4-3-3” emerge chiaramente questo mio pensiero. Partendo infatti dal principio della fase di possesso del Napoli di Mr Sarri creavo una esercitazione apparentemente per schemi ma che è mossa proprio dal principio della superiorità numerica in zona palla.

Ora credo fortemente, che se spiegata e comunicata nel modo giusto, va ad arricchire quel bagaglio essenziale al GIOCATORE PENSANTE.
Ora Mr aspettiamo le vostre opinioni e se vi fa piacere seguite il link che vi riporta all’articolo in questione dove troverete l’esercitazione di cui vi ho parlato.

Ciao

Marco