Riatletizzazione fisica, parte pratica

6 Gennaio 2020

Oggi parliamo della riatletizzazione fisica dopo un infortunio, come integrazione al mio precedente articolo sull’argomento ➡️ https://www.mistercalcio.com/preparazione-atletica/riatletizzazione-fisica/ .

Percorso di rientro alla pratica agonistica

Vediamo perciò un possibile percorso di rientro alla pratica agonistica una volta terminata la riabilitazione:

Attività aerobica di intensità medio-bassa, esercizi per la propriocettività e stretching.

L’attività aerobica iniziale potrebbe prevedere corse lineari con dei leggeri cambi di passo (ad esempio 8’ di lavoro con 45’’ corsa lenta e cambio di passo per 15’’).

Le esercitazioni per la propriocettività invece, inizialmente devono essere semplici e composte comunque di posizioni molto varie, solo in seguito potremo iniziare ad inserire gesti specifici e l’utilizzo del pallone.

Anche lo stretching in questa fase è particolarmente importante, per cui il giocatore deve apprendere in maniera corretta le varie posizioni e le modalità di esecuzione.

Attività aerobica di varia intensità, esercizi per la propriocettività specifica, stretching potenziamento muscolare a corpo libero e con sovraccarichi e lavori individuali con la palla.

La corsa inizierà ad avere un carattere più impegnativo, comprenderà la gestione di velocità e tempi di lavoro diversi.

Si incrementano le difficoltà degli esercizi propriocettivi e si introducono le esercitazioni per lo sviluppo della muscolatura specifica con lo scopo principale di prevenire l’insorgenza di recidive.

Vengono inseriti esercizi di tecnica individuale, (conduzione lineare di palla, trasmissione a distanza progressivamente maggiore, etc…)

Corsa ad intensità aerobica/anaerobica alternata (allenamenti intermittenti, intervallati, allunghi, ecc.), ancora potenziamento muscolare specifico, esercitazioni per la rapidità e ritorno all’attività tecnica in gruppo con inserimento progressivo.

In questa fase il calciatore tornerà ad un allenamento completamente in gruppo nelle fasi di lavoro senza palla.

Nei lavori con la palla invece dovrà esserci un graduale reinserimento svolgendo prima lavori a ranghi ridotti in situazione per arrivare fino alle partite con tutta la squadra.

Questa fase sarà l’ultima prima del rientro in campo anche nelle partite di campionato.

Lavori per la riatletizzazione

Qui sotto potete trovare uno schema di quello che potrebbe essere una successione di lavori da effettuare durante il recupero.

Per comodità ho omesso la parte della corsa che però vi ho spiegato ampiamente nella parte precedente.

Riatletizzazione post infortunio

Ripeto che nella prima fase serviranno dei lavori generali di corsa, basati sul metabolismo aerobico, aumentando gradualmente l’intensità.

Nelle stazioni qui presentate vediamo invece:

  1. esercitazioni propriocettive con mezzi di vario tipo, da effettuare prima senza palla e poi successivamente con il pallone per eseguire il gesto tecnico;
  2. partita a ranghi ridotti per arrivare alla partita con tutta la squadra;
  3. esercitazioni di coordinazione; a queste prime 3 fasi seguono quelle in cui andiamo a introdurre esercizi sempre più specifici per il calcio, in particolare utilizzando il pallone, inserendo cambi di ritmo e di direzione e soprattutto gli avversari;
  4. guida della palla lineare, con possibilità di inserire frenate e ripartenze, e anche in slalom. Guida della palla con cambi di direzione iniziando con angoli aperti ed arrivando fino ad angoli chiusi;
  5. esercitazioni a ranghi ridotti con o senza avversario, ad esempio tiri in porta oppure situazioni di 1vs1, 2vs2;
  6. esercitazioni per il condizionamento della forza muscolare, con o senza sovraccarichi.

Questo protocollo ovviamente ha delle tempistiche che variano in base all’entità dell’infortunio subito.

Ad esempio per una rimessa in campo dopo una lesione muscolare di primo grado (che prevede circa 10 giorni di stop dall’attività sportiva) potremmo pensare di applicare almeno altri 10 giorni di riatletizzazione, spalmando i nostri 3 passaggi in quel lasso di tempo cosi da arrivare a rimettere in campo dopo circa tre settimane.

Conclusione

Bene Mister, siamo arrivati alla fine di questa seconda parte del mio articolo per MisterCalcio.com.

Mi auguro come al solito di averti dato modo di riflettere e ragionare per andare sul campo con maggiore consapevolezza.

Sono a disposizione per qualsiasi dubbio e curiosità all’interno del profilo MisterCalcio.com.

Ciao,

Francesco Pacini.

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