Pressing, gegenpressing o attesa e ripartenza? Dal mago Klopp allo special one Mourinho

20 Gennaio 2020

Ciao Mister, in questo nuovo articolo per MisterCalcio.com, vorrei proporre una tematica che attualmente è molto usuale nel nostro meraviglioso mondo calcistico: il pressing.

Quante volte ci capita di vedere partite ed osservare alcune squadre che optano in maniera costante (ed alcune volte, oserei dire quasi asfissiante) per il pressing.

Ma in cosa consiste, realmente?

Il pressing è un’azione collettiva che consiste nell’attaccare, in diverse zone di campo, la squadra avversaria, al fine di impedirne l’avanzamento con la palla e quindi, recuperare la medesima per riproporre un’azione offensiva.

Il concetto di pressing si è evoluto in maniera netta nel corso degli anni, arrivando fino all’ultima frontiera, ovvero il pressing ultra offensivo, che di certo nel calcio degli scorsi decenni si vedeva poco.

Ma in questo articolo mi piacerebbe discutere di un grande esponente di questo stile di gioco, che negli ultimi anni ne ha fatto un suo mantra: il mago Jurgen Klopp.

Il suo non è definibile come un semplice “pressing”, ed infatti anche la denominazione cambia in gegenpressing.

Gegenpressing di Jurgen Klopp

Quando si parla delle squadre del tecnico tedesco, ci riferiamo al cosiddetto “Gegenpressing”, che in italiano può essere tradotto bonariamente con il termine “riaggressione”.

Ma cosa significa, in termini calcistici, riaggredire l’avversario?

Si tratta di un’azione corale in cui una squadra riaggredisce immediatamente gli avversari dopo la perdita del possesso palla.

Si tratta, quindi, di un’azione offensiva ma nel contempo difensiva, che richiede, però, una grande organizzazione tattica.

Tutti i movimenti dei giocatori devono essere sincronizzati e la squadra deve muoversi compatta, mantenendo i reparti vicini tra loro e le giuste distanze.

In passato abbiamo già assistito ad alcuni concetti simili, soprattutto ad opera di tecnici che hanno allenato in Olanda.

Esempi dell’allenatore austriaco Ernst Happel col Feyenoord, oppure Rinus Michels con il grande Ajax degli anni Settanta e con la Nazionale Olandese.

Ma nel tempo, proprio grazie al mago tedesco, attualmente alla guida del Liverpool, questi concetti sono stati sviluppati in maniera più efficace dal punto di vista tecnico-tattico, portando a dei risultati sul campo davvero notevoli.

Anche altri allenatori, come ad esempio Thomas Tuchel e Julian Nagelsmann, fanno un notevole utilizzo del gegenpressing, seguendo i dettami di quello che può essere definito realmente come il loro maestro.

Oppure, ancora, il Salisburgo degli ultimi anni, allenato sino alla scorsa stagione da Marco Rose, attuale allenatore del Borussia Moenchegladbach nei primi posti nella classifica in Bundesliga.

Mister ho piacere nel proporti un’esercitazione che richiama questi principi di gioco.

Allenare il Gegenpressing, 6 vs 4 + 1 jolly

Allenare il Gegenpressing, 6 vs 4 + 1 jolly

Descrizione

In un campo come in figura abbiamo un quadrato dalle dimensioni di 25 metri per lato, con una zona al di fuori di esso, nella quale andiamo a posizionare una porta grande, difesa da un portiere, e due porticine laterali.

La squadra rossa è composta da 6 giocatori, 2 che stazionano al di fuori del quadrato, 3 all’interno di esso e 1 che funge da vertice dalla parte opposta.

La squadra blu, invece, è composta da 4 giocatori.

Il portiere fa partire l’azione.

La squadra rossa ha il compito di eseguire il possesso palla con l’obiettivo di cercare il vertice alto.

Se ciò avviene con successo, la squadra guadagna un punto.

Il compito della squadra blu, nel contempo, è quello di attuare un pressing alto e compatto, deve cercare di recuperare la palla nel più breve tempo possibile, secondo i principi del Gegenpressing.

Se ciò avviene, i giocatori possono tutti e quattro uscire dal quadrato e cercare la finalizzazione nelle tre porte situate nella zona difesa dai due difensori rossi e dal portiere.

I giocatori blu se finalizzano nelle porticine, il goal vale un punto.

Se invece finalizzano nella porta difesa dal portiere, il goal vale due punti.

È importante effettuare ripetizioni ad alta intensità da due minuti circa, con numerosi intervalli e cambi di posizione in campo tra i giocatori, in modo che tutti si allenino ad effettuare il pressing offensivo.

E se invece non scegliessimo questo modello di gioco?

Facile, potremmo chiedere consigli pratici ad un altro mostro sacro del calcio, lo Special One, Josè Mourinho.

Avrai modo di vedere questa scuola di pensiero del Mister portoghese nella mia prossima pubblicazione.

Conclusione

Ecco conclusa la prima parte di questo mio articolo per MisterCalcio.com.

Ti aspetto per la seconda parte nella quale parlerò del modello di gioco dello special one Mourinho, attualmente alla guida del Tottenham.

Ciao,

Cristian Prudente.

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